Batterio caos, assolta anche la soia
ASSOLTI anche i germogli di soia tedeschi, la fonte dell’ epidemia di Escherichia coli resta un mistero. «Su 40 campioni prelevati – ha fatto sapere il ministero dell’ Agricoltura della Bassa Sassonia illustrando i test sui prodotti di un’ azienda nel Nord della Germania finita nel mirino e subito chiusa – 23 hanno dato risultati negativi». Le analisi proseguono, mancano altri 17 campioni. Tuttavia, Ilse Aigner, ministro tedesco dell’ Agricoltura, continua a sconsigliare i consumi di germogli di soia, pomodori, insalate e cetrioli, confermando che l’ origine dell’ infezione «non è stata ancora identificata». Intanto, la diffusione del contagio sembra essersi stabilizzata, con un lieve aumento dei casi a 2.333. ORA, IN mancanza di piste sicure, ci si chiede quale sarà il prossimo ortaggio-capro espiatorio che verrà tirato in ballo. All’ inizio, infatti, erano stati accusati i cetrioli spagnoli – che hanno scatenato una mini crisi diplomatica tra Madrid e Berlino – poi i germogli di soia. E adesso? Le analisi in corso sui germogli di soia costituiscono «ancora una pista importante che deve essere seguita con forza», ha proseguito la Aigner, sottolineando che «per il governo federale la lotta contro l’ Escherichia coli enteroemorragica (Ehec) ha la massima priorità». Ferruccio Fazio, ministro della Salute, ieri da Lussemburgo ha detto che l’ Italia è favorevole ai controlli sanitari a tappeto nei lander nel nord della Germania, ma esclude il blocco le importazioni dall’ estero. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ Istituto Spallanzani di Roma, è stupito «che parlino tutti, istituzioni del governo federale e dei laender. E’ stato sorprendente sentir dire domenica da un ministro che i germogli di soia erano la causa e poi sentire smentire tutto. Sembrano dei tentativi di approssimazioni successive». Il batterio è giunto anche in Polonia e in Lusseburgo: entrambi i contagiati erano appena arrivati dalla Germania. IN ITALIA , il Codacons ha inviato un esposto a 104 procure, mettendo nel mirino le misure a tutela dei cittadini adottate e ritenute «assolutamente inadeguate». Secondo la Coldiretti il danno finale per il made in Italy alimentare potrebbe sfiorare i 100 milioni di euro. Le conseguenze più gravi si sono avute per i cetrioli, con crolli anche del 90%. Oggi la parola passa ai ministri dell’ agricoltura Ue, riuniti a Lussemburgo, per l’ Italia ci sarà Saverio Romani: si parlerà anche delle compensazioni economiche per i produttori di frutta e verdura.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ALIMENTAZIONE
- SANITA'
