Battaglia sul voto estero Sms, decide il tribunale
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fonte:
- la Repubblica
Il Viminale: niente segreto sui dati dell´affluenza
Pisanu conferma le cifre su chi vota fuori dall´Italia. I referendari le contestano
Attesa domani la pronuncia del magistrato sui messaggi informativi via telefonino
Il ministero degli Interni il 12 e il 13 giugno comunicherà i dati sull´affluenza come ha sempre fatto in occasione di elezioni o referendum. Niente di nuovo invece dal governo sull´invio degli sms, nodo sul quale si pronuncerà il tribunale di Roma, mentre prosegue lo scontro sul quorum e sul peso determinate del voto degli italiani all´estero. Un voto ancor più importante perché lunedì, in caso di quorum in bilico, non si saprà come è andata a finire. Prima di proclamare il risultato bisognerà infatti aspettare i dati che arrivano dall´estero. Intanto Beppe Pisanu accoglie l´appello di Luciano Violante e Gavino Angius che gli avevano ricordato che non «non c´è alcun motivo di mettere in discussione una prassi consolidata del ministero dell´Interno, sempre rispettata per le consultazioni referendarie dal 1974, e confermata anche negli ultimi pronunciamenti popolari, in cui pure erano state espresse posizioni a favore dell´astensione». Una decisione che respinge al mittente, invece, la richiesta di tenere segreti i dati dell´affluenza. Idea lanciata da Francesco Cossiga e ripresa da alcuni deputati della Cdl: Antonio Palmieri di Forza Italia, Alessio Butti di Alleanza Nazionale e Antonio Jervolino dell´Udc.Il comitato referendario e i Ds incassano così questo parziale successo nella battaglia regolamentare intorno ai referendum. Continua e cresce invece l´insoddisfazione per la questione del quorum e del peso finale che avrà il voto degli italiani all´estero. Pisanu ieri ha infatti risposto anche ad un´altra richiesta dei capigruppo diessini in Parlamento e ha ribadito che i nostri connazionali all´estero che hanno diritto al voto sono 2.665.033 e su questa cifra verrà calcolato il quorum. Ma il diessino Valerio Calzolaio replica che il governo fornisce dati «diversi, tutti incerti ed imprecisi di italiani all´estero, che incidono sul quorum referendario. La cosa certa è che faranno quorum centinaia di migliaia di nomi che non corrispondono ad elettori vivi e vegeti e nomi sconosciuti ai consolati e ai quali non può arrivare il plico elettorale». In particolare Calzolaio sostiene che «il 12 e 13 giugno faranno quorum circa 500mila nominativi inesistenti, di morti o di trasferiti» e che «i ritardi dell´anagrafe unica (prevista da una legge di quasi quattro anni fa) sono tutti colpa dell´attuale maggioranza di governo». Su questo aspetto della vicenda referendaria Pisanu è attaccato anche da Daniele Capezzzone. «La nota del Viminale sulla questione degli italiani all´estero è offensiva, perchè continua a ripetere le solite cose vaghe, lacunose e truffaldine», dice il segretario dei Radicali Italiani. Secondo Capezzone gli italiani all´estero che non potranno votare potrebbero essere più di 700 mila, pari al 2 per cento degli aventi diritto. Una situazione che fa dire al segretario radicale che «il Viminale ha un comportamento che ricorda quello dei treccartari a Porta Portese» e che opera come un «Ministero dell´inganno e della prepotenza, garante di una partita elettorale truccata. E´ bene saperlo». Altra partita aperta è quella dell´invio da parte del governo degli sms che ricordano agli elettori l´appuntamento elettorale. Palazzo Chigi per il momento non ha risposto nulla e oggi Antonio Del Pennino, Lanfranco Turci, Barbara Pollastrini e Capezzone illustreranno le mosse per ottenere dal governo l´invio. E in ultima istanza deciderà domani il Tribunale civile di Roma chiamato in causa da un esposto del Codacons. La Procura di Roma ha invece chiesto al gip di archiviare la denuncia contro Casini, Pera, Alemanno, Buttiglione e Giovanardi per “induzione all´astensione“ che aveva presentato il professore Severino Antinori a nome del comitato “Libertà e ricerca“. Esultano Luca Volontè, Udc, e Renzo Lusetti, Margherita, del “Comitato Non votare“. Il ministro Giovanardi, invece prende atto della decisione del pm romano, ma plaude anche a Pisanu: «Bene – dice – la decisione del Viminale di rendere noti i dati di affluenza alle urne per il referendum e bene quella della procura sulla denuncia di Severino Antinori».
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