13 Settembre 2003

“Basta stangate“, rivolta dei consumatori

Gli aumenti sono costati alle famiglie oltre 2.800 euro Presentata l`iniziativa di protesta del 16 settembre Previste manifestazioni in tutte le piazze tra proposte e proteste

“Basta stangate“, rivolta dei consumatori

Lo sciopero del portafoglio




ANCONA – Niente acquisti. Almeno per un giorno, il 16 settembre. Per quella data sarà sciopero della spesa. Per tutti. Lo hanno proclamato alcune associazioni dei malcapitati consumatori e cioè Federconsumatori, Codacons, Adoc e Adusbef. E` il terzo in 14 mesi, l`ultimo, in ordine di tempo, risale al settembre scorso con il 70% delle adesioni nella regione.

Si protesta contro la recessione in atto, l`aumento indiscriminato dei prezzi e delle tariffe. Che, nel complesso, porterà nel 2003 e sino al 31 dicembre 2004 ad un aumento di spesa per le famiglie pari a circa 2.817 euro.

Niente male per i già magri portafogli. Ma tanto è stato calcolato dall`Intesa dei consumatori che, per martedì prossimo, si sono dati appuntamento in tutte le principali piazze marchigiane per far sentire la propria voce. Di rabbia, s`intende. Lo faranno ad Ancona, in piazza Roma, a Pesaro, in piazza del Popolo. Ma anche a Macerata ed ad Ascoli Piceno. E non solo. Per l`occasione, sono in programma incontri con i prefetti del capoluogo e di Ascoli Piceno.

“In tutta questa situazione pesante il grande latitante è il Governo“, tuona Pierino Chiacchiarini, responsabile regionale Federconsumatori. E ancora: “Ormai manca la capacità di acquisto e per questo bisogna ricostruire il reddito delle persone“. Questo il senso dello sciopero che, nelle intenzioni dei promotori, intende raggiungere lo stesso risultato di quello del settembre 2002. “E` necessario che si apra un tavolo di confronto. E subito anche“, ammonisce Chiacchiarini. Già perchè il quadro generale, a quanto pare, non è dei migliori: inflazione ufficiale al 2,8% e reale al 5-7% secondo Federconsumatori, crescita con segno negativo nell`anno, salari e pensioni in calo. Come il potere d`acquisto degli stessi. Insomma, nulla di buono per l`autunno alle porte. Ma vediamo i numeri.

PREZZI E TARIFFE – Con l`entrata in vigore dell`euro i prezzi sono aumentati anche del 100%. Stessa musica per i servizi il cui costo è lievitato molto piu` dell`inflazione: acqua, gas, luce, trasporti. Emblematico il caso della Rca che in sei anni è aumentata del 100%. I servizi bancari, per esempio, sono mediamente aumentati di 70 euro, i costi per la scuola di 69 euro. Ma sopra tutto, pesano i consumi alimentari che hanno raggiunto un aumento di 585 euro.

LE RICHIESTE DEI CONSUMATORI – E` necessario aumentare la capacità di spesa delle famiglie. Gli strumenti potrebbero essere diversi. Tra tanti, un bonus fiscale di 1500 euro per redditi fino a 15mila euro; abbassare l`Iva sul gas per uso domestico dal 20 al 10% (dove già, tra l`altro, la stessa Intesa si è mossa promuovendo una raccolta di firme per una legge d`iniziativa popolare). Oppure si potrebbe diminuire il tasso di interesse sui mutui agevolati sotto il tasso di usura arrivando dal 12% al 7%. E ancora, eliminare i ticket sulle medicine ripristinando il vecchio prontuario. Ma non basta secondo le associazioni dei consumatori. E` necessario, infatti, mettere sotto controllo i prezzi abbassando, per esempio, il costo della benzina, la Rc auto e non autorizzare gli aumenti richiesti per autostrade e ferrovie per il 2003.

Inoltre, è importante mettere mano ad una serie di azioni per modernizzare il commercio con verifiche e controlli continui. Tra le ipotesi sul tappeto, quella di accelerare la liberalizzazione in alcuni settori dei servizi per far funzionare la concorrenza ma si potrebbe anche favorire accordi interprofessionali con verifiche e sanzioni per calmierare i prezzi, in particolare di alimentari, abbigliamento e scuola.

Da ultimo, si potrebbe anche provvedere alla modifica del paniere Istat per renderlo piu` sensibile al reale andamento dei prezzi e, quindi, rivedere l`intero sistema di rilevazione.

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