5 Settembre 2019

«Basta pregiudizi su di me»

il personaggio. 32 anni, 17 milioni di follower, prima influencer al mondo secondo forbes. un “caso” studiato anche a harvard
Alessandra MagliaroDeterminata, quel che si dice una “macchina da guerra”, Chiara Ferragni va dritta per la sua strada, all’ apparenza senza cedimenti: mostrare i suoi traguardi imprenditoriali, il suo essersi fatta da sola nel mondo della moda, manovrare con incredibile bravura la materia sconosciuta delle nuove tecnologie digitali assottigliando i confini tra la vita on line e off line. 32 anni, 17 milioni di follower, prima influencer al mondo secondo le classifiche di Forbes, un “caso” studiato alla business University di Harvard, si è regalata un documentario sulla sua vita, decisamente autocelebrativo, “Chiara Ferragni Unposted” diretto da Elisa Amoruso, che dopo la première a Venezia 76 nella sezione Sconfini, sarà un evento in sala il 17-18-19 settembre con «centinaia di copie data la enorme richiesta dagli esercenti», ha detto l’ ad di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, mentre il Codacons vorrebbe di fatto censurarlo chiedendo alle sale di non programmarlo («Ferragni non sembra essere un virtuoso modello educativo»). Il documentario mostra l’ ascesa della Ferragni, cresciuta con naturalezza a favore di telecamera grazie alla passione della madre per i filmini amatoriali con cui documentava vacanze familiari e imprese della figlia, la sua spontaneità nella condivisione della sua vita con i follower, le prove per il matrimonio con Fedez, la sua vita privata raccontata nei dettagli (inclusi i fatti più intimi, i problemi della gravidanza ad esempio) anche ora che ha un figlio, Leone, mostrato pure lui senza filtri. Non ci sono sorprese, nonostante il titolo “Unposted”, perché in realtà è tutto noto, tranne forse la simpatia di Fedez, ironico a smontare la moglie perfettina. L’ incontro con la Ferragni è però interessante, specie se si riesce ad essere liberi dai pregiudizi. Per chi è abituato a postare, come è essere filmati? «Raccontare ad altri me stessa all’ inizio mi ha spaventato: non ero abituata a non avere il controllo, visto che da quando ho 16 anni che posto le mie cose, prima sul blog ora su Instagram. Poi mi sono trovata in sintonia con Elisa Amoruso, è riuscita a farmi scoprire parti di me che non conoscevo, farmi capire ad esempio ancora di più l’ importanza che ha avuto mia madre nell’ essere chi sono adesso». E’ la star di Venezia 76, Ferragni diva di Hollywood e prossima attrice? «Non scherziamo, la loro è un’ altra storia, non credo di essere così brava. Mi piace la curiosità che suscito ma per me essere a Venezia è un sogno. Più di tutto mi piace far capire chi sono, qual è il mio lavoro. Anche io sono una fan… di Leonardo Di Caprio, lo adoro dai tempi di “Titanic”. Nel 2013 ci siamo ritrovati a Cannes al galà dell’ Amfar, volevo chiedergli un autografo ma sono stata respinta». Cosa vorrebbe uscisse da Unposted? «Un messaggio positivo che emerge dalla mia storia: siate determinate a realizzare i vostri sogni. Sono felice di essere fonte di ispirazione e nel documentario forse si capisce meglio perché. E poi magari si superano i pregiudizi su di me». Sempre così controllata e perfetta, non ha momenti di stanchezza? «Mi ricarico velocemente, mi sento sopraffatta come tutti, certo, ma passa subito, sono una persona super positiva. Mi faccio aiutare anche dai miei follower leggo tutti i loro messaggi, commenti, faccio continuamente sondaggi chiedendo consigli, anche con loro supero le difficoltà». Voglia di stare fuori dai social, per conto proprio, non capita mai? «Certo, mi capita di essere off line anche una giornata intera». E’ amatissima, specie dalle adolescenti che la vedono come un modello femminile di successo, ma anche oggetto di critiche, di bodyshaming (dalla taglia del seno alla forma dei piedi) e persino di cyber hate, l’ odio digitale. Acqua passata? «Ho un carattere forte, specie all’ inizio mi hanno fatto molto male i commenti cattivi, gratuiti, distruttivi. Mi hanno fatto dubitare di me, del percorso che stavo facendo, ora è più facile fregarsene, ma proprio per questo ci tengo ad essere un esempio contro i leoni da tastiera e presto dedicherò energia su questo». Data l’ influenza sul pubblico potrebbe scendere in politica? «Assolutamente no, non è il mio ambiente».

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