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31 Luglio 2005

Basta multe per i rifiuti, i verbali sono irregolari



IL CASO DELLA SETTIMANA “Basta multe per i rifiuti, i verbali sono irregolari“ Più di 60 mila contravvenzioni. Il Codacons diffida l`Amsa: il cittadino non può difendersi “Stop alle multe per i rifiuti“. A Milano le prendono in 60 mila all`anno. Cittadini che mischiano carta con bucce di banane, plastica con avanzi di verdura, lattine con giornali. Altri che lasciano in strada i sacchetti dell`immondizia fuori orario, altri ancora che piazzano televisori (e non solo) sul marciapiede. Ma il Codacons adesso ha diffidato l`Amsa dal fare le contravvenzioni per le infrazioni al regolamento per la gestione dei rifiuti urbani. La lettera di diffida risale all`11 luglio e ha effetto dopo 15 giorni: in teoria da lunedì l`Azienda milanese dei servizi ambientali non potrebbe più dare sanzioni (da 50 euro l`una). “Se le faranno – spiega il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli – noi siamo legittimati a fare ricorso al Tar“. Non è una crociata anti-ambientalista, né una battaglia contro il principio sacrosanto che “chi più ricicla, meno inquina“. È un affaire che chiama in causa direttamente la Costituzione. Per l`associazione dei consumatori i verbali sono anticostituzionali. I motivi sono molteplici. Innanzitutto, dice il Codacons, il cittadino non può difendersi (“Ma la difesa è un diritto inviolabile sancito dall`articolo 24 della Costituzione“), perché manca la prova sacchetto: gli ispettori dell`Amsa non conservano il contenuto del misfatto né scattano fotografie al momento della rilevazione per provare l`omessa separazione dei rifiuti. Insomma: “Com`è possibile – incalza Donzelli – essere certi al cento per cento che l`infrazione l`ha commessa proprio Mario Rossi e non il suo vicino di pianerottolo?“. Non solo: per i consumatori non viene rispettato il principio dell`immediatezza della contestazione, utile per consentire al cittadino di difendersi. Di più: “L`assenza di prove evidenti di colpevolezza spesso non consente agli amministratori condominiali di poter risalire ai responsabili dell`infrazione – spiega Donzelli -. Così a volte la multa finisce per ricadere su tutti i condòmini, indistintamente, colpendo persone innocenti“. Quella del Codacons è una presa di posizione destinata a fare discutere. Il Comune di Milano verificherà insieme con l`Amsa l`opportunità di adottare eventuali correttivi al sistema di multare: ma, nel frattempo, niente stop alle contravvenzioni. In una lettera al Codacons il direttore del settore Ambiente ed Energia, Giuseppe Raimondi, spiega: “In attesa della conclusione delle valutazioni continuerà a trovare applicazione la procedura in atto. Gli agenti accertatori non possono esimersi dal contestare le infrazioni rilevate durante l`attività ispettiva“. Le verifiche sono quotidiane: i camion della raccolta differenziata sono all`opera ogni giorno in una delle sei zone in cui è stata divisa Milano: gli ispettori eseguono controlli a campione nel 20% dei palazzi visitati. “Le multe sono 60 mila contro i 60 milioni di prelievi l`anno eseguiti dagli operatori – dicono all`Amsa -. Le sanzioni vengono date, dunque, solo nello 0,1% dei casi. Senza nessuna violazione della sfera personale. Una volta che uno scontrino o una lettera sono stati buttati via diventano immondizia. Non soggetta alla legge sulla privacy “. Carlo Montalbetti, direttore generale del Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica (Comieco), osserva: “Le multe sono importanti perché svolgono la funzione di deterrente. Ciò non toglie che si potrebbe studiare il modo di renderle più trasparenti“.

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