Basta giocare a ping-pong sulla nostra pelle
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Perché non lo proponiamo a loro, al Presidente Emiliano e ai membri del Codacons e ai giudici del TAR ? Diciamo loro: Oggi ti rechi sul posto di lavoro, domani lavori da casa con la tua connessione internet, poi per qualche settimana torni sul posto di lavoro, poi qualche giorno lavori nuovamente da casa, poi altri 10 giorni sul posto di lavoro e via discorrendo perché non facciamo tornare i Presidi in cattedra, nelle aule, gli diciamo: Oggi lavori da casa, domani mezza classe a distanza e mezza classe in presenza, dopodomani tutti a casa e tu in cattedra a parlare da solo come un folle davanti a uno schermo, dopodomani tutti in presenza, così puoi pianificare un lavoro che non potrai svolgere perché tra 3 giorni di nuovo tutti a casa, o i ragazzi a casa e tu a parlare da solo, metà a casa e metà in classe. chi piacerebbe lavorare in questo modo ? ? ? Questa e molto altro, alla mercè degli umori di tutti, è la vita degli insegnanti da un anno a questa parte! Questo giocherello tra autorità, esercitato con leggerezza sulla pelle di gente che lavora e di genitori che devono lavorare e ogni giorno reinventare la vita propria e dei propri figli è profondamente irrispettoso. A tutto questo aggiungiamo la paura di beccarsi una malattia terribile. Basta giocare a ping pong sulla nostra pelle! i sindacati dormono! Buon lavoro a tutti. Annarita Calabrese Madre e insegnante
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Sezioni:
- Rassegna Stampa
