Basta con le polemiche», le associazioni fanno le loro proposte
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fonte:
- Corriere della Sera
Consumatori: i rincari ci sono, non siamo visionari
Adiconsum: si chiedano come una modesta inflazione abbia scatenato le proteste. Il Parlamento convoca Istat ed Eurispes
ROMA – «Istat non si discute ma è anche vero che l`inflazione percepita dai consumatori ha le sue ragioni e non è una teoria di Freud». I consumatori non ci stanno a passare per «visionari» e ribadiscono le loro ragioni all`indomani del duro scontro tra Istat e Eurispes. E anche il Parlamento interviene sullo scontro Istat-Eurispes: il presidente della Commissione Attività Produttive di Palazzo Madama Francesco Pontone ha reso noto che è pronta la convocazione per Istat e Eurispes, per analizzare le cause che hanno determinato la diversità sui dati.
PROPOSTE – Dai consumatori giunge anche l`invito a smettere con le feroci polemiche degli ultimi giorni «che non giocano né ai consumatori né all`economia italiana in generale», osserva l`Intesa dei consumatori. «Dalle parole occorre adesso passare ai fatti concreti», sostiene l`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori). Per questo le quattro associazioni rivolgono un appello al Governo e all`Istat, fissando dei punti essenziali per combattere il fenomeno del caro-vita. Per prima cosa, «occorre aprire un confronto serio e serrato tra consumatori e Istat, finalizzato a rendere il paniere su cui si calcola l`inflazione il più vicino possibile alla realtá degli acquisti delle famiglie. Il governo poi deve aprire un serio tavolo di confronto sul caro-vita tra le parti sociali interessate al fenomeno. Il Governo dovrebbe adottare subito la creazione di un accordo esteso a tutti gli esercenti e professionisti d`Italia, in cui vi sia un paniere composto da 50-60 voci (tra cui anche le tariffe di alcune categorie professionali), i cui prezzi devono restare bloccati a tempo determinato, con sanzioni per gli esercenti o professionisti scorretti. È necessario poi liberalizzare i saldi fin da subito, slegandoli da norme restrittive».
I DUBBI DI ADICONSUM – «Nessuna associazione consumatori intende demolire o sostituirsi all`Istituto ufficiale di statistica – scrive in una lettera aperta l`Adiconsum -. Chiediamo però all`Istat che per il futuro questo termometro che misura l`inflazione sia più vicino alla borsa della spesa delle famiglie». La lettera aperta, rivolta al presidente dell`Istat Biggeri e al ministro Marzano, prosegue: «Caro professore – continua Adiconsum rivolgendosi a Biggeri – si calmi e si chieda come sia possibile che una modestissima perdita di potere d`acquisto sulla spesa alimentare in ogni mese di soli 5 euro per i redditi più bassi e di 10 euro di quelli più elevati abbiano potuto scatenare tutta questa protesta dei consumatori. Non le viene il ragionevole dubbio che nei suoi dati ci sia qualcosa che non funzioni?».
CITTADINANZATTIVA – Anche Cittadinanzattiva, per voce del suo vicesegretario Giustino Trincia prende posizione sulle polemiche: «Siamo tutti a fianco dell`Istat, ma è incredibile come si difenda per partito preso l`inflazione stabilita dallo Stato, solo perchè è lo Stato, e non si presti la necessaria attenzione all`inflazione percepita e vissuta da milioni di consumatori». Cittadinanzattiva ha chiesto a Governo e commercianti «un accordo quadro basato su almeno quattro punti: panieri Istat differenziati per la rilevazione dell`inflazione, perché questa non è uguale per tutti ed ovunque; tagliare i prezzi dei prodotti di una media di almeno il 10% per rilanciare i consumi; bloccare gli aumenti delle tariffe dei servizi che siano superiori all`1,4%, tetto previsto d`inflazione per il 2003; chiarire e verificare il sistema di rilevazione ufficiale dei prezzi nei comuni».
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