29 Ottobre 2005

Basta brutalità: i polli hanno sentimenti

Basta brutalità: i polli hanno sentimenti E c`è una denuncia contro chi accusa i colombi di portare il virus Non basta la quotidiana realtà. In questi giorni si aggiunge anche il “virus dei polli“ con il suo carico di morte, di agghiaccianti immagini e terribili parole. Chiamano questi poveri animali (al pari dei vitelli, agnelli, maiali) “prodotto“, “carne“. Nessun cenno al loro essere creature senzienti, capaci di provare emozioni e sentimenti e di soffrire. D`altronde negli allevamenti intensivi vere e proprie fabbriche di morte, sono solo oggetti. Stipati all`inverosimile, senza poter soddisfare le naturali esigenze vitali, a perenne luce artificiale, imbottiti di farmaci per compensare i danni derivati da tali anormali condizioni raggiungono il peso standard in neanche due mesi, pronti a essere uccisi nel modo più sbrigativo. E ora, nei paesi colpiti dal virus, sepolti o gettati nei cassonetti, ancora vivi, a milioni. E intorno tante parole. Pure nei confronti dei colombi. Il responsabile del servizio veterinario dell`Asl di Venezia, dott. Carrara, ha dato ampie rassicurazioni: “per le sue caratteristiche fisiologiche il colombo è una specie non a rischio, perché non ricettiva del virus. I piccioni veneziani non sono malati: dal 1998 vengono fatte analisi sistematiche sui 50 mila esemplari attualmente presenti nell`area veneziana“. Al pari il dott Terregino, veterinario dell`Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Tre Venezie ha escluso che il vaiolo aviario sia una malattia rischiosa per noi. Affermazioni come quelle avanzate in questi giorni dal consigliere provinciale di An Parravicini, dal prof. Nusca, dal “solito“ Pezzoli e altri tra cui vergognosamente il Codacons, sono gravi e irresponsabili. Non si basano su alcun riscontro né competenza scientifica e procurano un pericoloso allarmismo tra la generalità della popolazione (amplificato dai titoli talora ambigui della stampa), che porta ad una criminalizzazione e colpevolizzazione ingiustificata di questi animali. Abbiamo predisposto, in più persone, una denuncia nei loro confronti per procurato allarme, che presenteremo alla Procura della Repubblica nei prossimi giorni. Veramente perversa è poi la proposta di autorizzare l`uccisione dei piccioni da parte dei cacciatori. Nella loro avversione non riconoscono neanche che l`Amministrazione Comunale già da anni persegue purtroppo (con retate anche in questi giorni) un continuo e aberrante ciclo di catture violente e uccisioni che oltre ad essere eticamente inacettabile e costoso nella sua successione, non risolve se non momentaneamente la situazione. Nessuno di loro chiede il divieto di caccia in tutto il territorio nazionale che, combinato ad altri provvedimenti connessi, è un`intelligente misura preventiva già adottata da altri paesi contro il virus dell`influenza aviaria. Nessuno di loro propone di avviare un possibile piano di controllo numerico incruento attraverso la distribuzione mirata di un mangime dalle proprietà antifecondative. Noi crediamo che proprio queste continue epidemie e la continua spirale di violenza che ci avvolge ci impongano un profondo ripensamento sulla nostra civiltà, sui nostri consumi e sulle nostre scelte. Per cambiare. Cristina Romieri Lido di Venezia.

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