Bassolino, nuove accuse ma si alla fiducia
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fonte:
- Il Mattino
Prima di lasciare l`incarico di commissario per l`emergenza rifiuti avrebbe scritto il falso nella relazione conclusiva. E avrebbe consegnato quel documento al suo successore, il prefetto Corrado Catenacci, omettendo di segnalare i punti critici del sistema rifiuti in Campania. Tralasciando di chiarire che il contratto con la Impregilo – la corazzata vincitrice dell`appalto sulla raccolta rifiuti – era tutt`altro che rispettato. Ƞquesta la nuova accusa mossa dalla Procura di Giovandomenico Lepore al governatore della Campania Antonio Bassolino. Che viene formalizzata nell`aula bunker Ticino due del carcere di Poggioreale, dove si celebra il processo a carico di ventotto imputati, tra cui il governatore Bassolino (nelle vesti di ex commissario all`emergenza) e i vertici della Impregilo. Nelle stesse ore, a pochi metri di distanza, nel Palazzo del Consiglio Regionale, Bassolino ha invece strappato la fiducia della maggioranza (29 voti per il presidente, 17 contrari), dopo aver ricordato “gli sforzi fatti da commissario per togliere dalla strada i rifiuti“. Di più: “Quando commissario ero io – ha rivendicato Bassolino, che ha pure parlato di “malafede in molte proteste contro il termovalorizzatore“ – i rifiuti in strada non superavano mai un certo limite, li mandavo in Germania e ovunque potessi, ma non li lasciavo in strada: specialmente sotto le feste, quando avevamo l`attenzione del mondo addosso“. Nel bunker di Poggioreale, dunque, l`integrazione probatoria chiesta dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, del pool coordinato dall`aggiunto Aldo De Chiara, che chiedono il processo al gup Marcello Piscopo anche per truffa ai danni dello Stato, frode in pubbliche forniture e abuso d`ufficio. Il gup ha accolto ben 126 parti civili. Tra queste 111 comuni. A chiedere il risarcimento danni ci sono tutti i municipi vicini alle aree indicate nel recente piano di Gianni De Gennaro, quasi a voler sottolineare in via formale il dissenso a nuove discariche e siti di stoccaggio. Accolta anche la costituzione del Wwf Italia, mentre mancano all`appello il Comune di Napoli e le cinque province della Campania. Bassolino risponde di falso in concorso con l`ex subcommissario Giulio Facchi (imputato nello stesso processo) per la relazione finale del suo mandato di commissario. I pm partono dalle date. L`ordinanza con cui Bassolino lascia è del 12 marzo 2004, dopo quasi 4 anni di conduzione del commissariato. La relazione “incriminata“ porta la firma del 20 dicembre del 2004, quando ormai da mesi Bassolino non era più in campo contro l`emergenza dei rifiuti. Il caso spazzatura da queste parti era grave, ma non era diventato ancora una piaga nazionale, al centro dell`attenzione mediatica mondiale. In quella relazione – scrivono i pm – Bassolino non avrebbe fatto riferimento alle difficoltà esistenti: non avrebbe parlato del malfunzionamento dei sette impianti di Cdr, che invece di macinare combustibile ad alto valore energetico – quello buono per essere tritovagliato – restituiva balle di “tal quale“, lontane dai parametri richiesti. Un`accusa che spetta ai due penalisti di Bassolino e Facchi – gli avvocati Giuseppe Fusco e Riccardo Polidoro – contrastare nel corso delle prossime udienze. Un`udienza decisiva, quella di ieri mattina. Oltre alle richieste di tutti i comuni e del Wwf Italia, passano anche le istanze del Codacons Campania, della Comunità montana Alto Tammaro, l`associazione Oxigeno; le istanze degli agricoltori Francesco, Vincenzo, Mario e Giuseppe Laezza; l`allevatore Angelo Perrotta; la famiglia Cannavacciuolo (per un parente morto di tumore), Italia Nostra, i Vas, l`Adiconsum. Il giudice ha disposto la costituzione delle parti anche contro le società (accogliendo il ricorso del penalista Gianfranco Antonelli).
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