31 Luglio 2008

Base di Vicenza, Costa si rimette al lavoro

Base di Vicenza, Costa si rimette al lavoro

Venezia Adesso su le maniche, si ricomincia a lavorare. Il commissario governativo per il Dal Molin Paolo Costa dal giorno in cui il Tar del Veneto aveva detto “sì“ alla sospensiva per il raddoppio della base Usa a Vicenza, aveva messo i progetti nel cassetto, congelati in una forma di “autosospensiva“ nell`attesa che la vicenda trovasse una soluzione definitiva.“Di fatto mi ero messo da parte, lo trovo un comportamento logico, nell`attesa di vedere quale piega prendeva la vicenda – spiega il commissario Paolo Costa – Adesso, dopo lo stop, credo sia arrivato il momento di ritornare a lavorare“.Di certo al commissario non manca l`ottimismo: “Se il progetto che avevamo fatto andava bene prima, non vedo perchè adesso non possa più andare bene. Certo, ho avuto la notizia che si riparte da poche ore e sto ricominciando a definire le cose, sto riprendendo in mano la questione, sto avendo incontri. Venerdì sarò più preciso, per il momento posso solo dirmi soddisfatto di come si è risolta la situazione“.Ma se da una parte il commissario accoglie il via dato dal Consiglio di Stato al Dal Molin con soddisfazione, dall`altro il commento a caldo del sindaco di Vicenza Achille Variati era stato alquanto negativo e con un “Mi sento angosciato“ ha annunciato che la contrarietà resta e che a ottobre si farà comunque il referendum, anche a cantieri aperti.Ed è probabile che i lavori riprendano con celerità, secondo le scadenze che nelle prossime 48 ore il commissario Costa indicherà. “Non comprendo l`angoscia del sindaco Variati – commenta – Per quanto riguarda gli atti di politica internazionale il governo deve rispondere al parlamento e non al comune o alle amministrazioni locali. Ci sono competenze che vanno rispettate e questa era una di quelle“. Certo la decisione del Consiglio di Stato non tarperà le ali al dialogo, anzi. “Sappiamo ora che si ricomincerà a lavorare – aggiunge Costa – su come lo si dovrà fare, lo si discuterà insieme nei prossimi giorni“. All`angoscia di Variati si aggiunge anche la decisa presa di posizione del Codacons che ha deciso di avviare la revocazione dell`ordinanza ad una diversa sezione del Giudice di appello e l`impugnazione anche in Cassazione della decisione del Consiglio di Stato, secondo quanto previsto dall`ex articolo 395 che prevede un ricorso qualora il giudice abbia commesso un errore di fatto nella decisione. “Il prossimo 8 ottobre poi – annuncia il presidente del Codacons Carlo Rienzi – il Tar del Veneto dovrà tornare sull`argomento e in quella sede chiederemo di accertare se ci siano o meno rischi ambientali“.E scende in piazza di nuovo anche il Presidio permanente No Dal Molin che per stasera ha organizzato una fiaccolata che partirà alle 20.30 da piazza Castello. “Manifestiamo – spiegano gli attivisti – contro una sentenza che per reggersi in piedi è costretta a far riferimento a un Regio Decreto del 1924: un modo in più per dire ai vicentini che non sono cittadini, ma sudditi“.

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