29 Gennaio 2019

Bari tra le città meno care comprare non è un salasso

ma i rincari, sia pure lievi, pesano se stipendi e pensioni restano fermi
La notizia è di quelle che, appena la si legge, mette di buon umore, sempre che il lettore sia tra i fortunati a non essere alle prese con la quadratura quotidiana dei conti, necessaria per arrivare indenni alla fine del mese. Dunque, se si è tra coloro i quali hanno uno stipendio adeguato, e che magari amano perdutamente andare in giro per la città a fare shopping, la notizia dell’ Unione nazionale consumatori probabilmente stimolerà all’ acquisto. Infatti, secondo quanto riporta l’ associazione, la città di Bari è tra le città meno costose d’ Italia. Anzi, a guardare la classifica nel dettaglio (elaborata su dati Istat) soltanto quattro province superano il capoluogo della nostra regione. A Teramo, Caltanissetta, Ancona e Potenza nel 2018 hanno speso quasi quanto nel 2017, con i potentini a godersi il primato: da loro l’ aumento complessivo per ciascuna famiglia lo scorso anno è stato di appena 63 euro, a causa di un aumento dell’ inflazione dello 0,3%. A Bari la percentuale è più alta, lo 0,8 per cento, con una spesapari a 168 euro, cifre insignificanti rispetto ad alcune città del Nord Italia: Bolzano, ad esempio, è la più cara della penisola (632 euro in più, con un più 1,9% di inflazione), seguita da Reggio Emilia (505 euro, 1,8%) e Forlì -Cesena (477 euro, 1,7). Scherzi a parte (ma i dati sono assolutamente serii), l’ al tra faccia della medaglia evidenzia che, per quanto nel 2018 l’ inflazione media in Italia sia rimasta allo stesso livello del 2017 (+1,2%), si tratta di rincari che, per quanto apparentemente lievi, hanno peggiorato pesantemente la condizione delle famiglie. «Gli stipendi e le pensioni non sono aumentati quanto il rialzo del costo della vita – afferma Massimiliano Dona, presidente nazionale dell’ Unione Nazionale Consumatori -. Per una famiglia media italiana la spesa è salita lo scorso anno di 285 euro. Finché tutto aumenta, tranne quanto le famiglie percepiscono, è chiaro che i consumi resteranno al palo e il Pil non potrà salire in modo significativo. Se non si acquista, le imprese non vendono». La conferma, del resto, arriva da Confesercenti. Le vendite negli esercizi commerciali, web incluso, secondo una simulazione condotta, si sono ridotte l’ anno scorso di oltre 1 miliardo di euro, segnando la prima flessione tendenziale in quattro anni. In prospettiva, peraltro, non si vede un’ inversione di tendenza, anche se si stima che misure espansive co me il reddito di cittadinanza potrebbero perlomeno arrestare il declino. Ma se, ad esempio, nel 2020 dovessero scattare i maxi -aumenti Iva previsti dalle clausole di salvaguardia, si rischierebbe una riduzione di 10 miliardi della spesa delle famiglie. Una catastrofe, considerando, come evidenzia il Codacons sempre su dati Istat, che i consumi già scontano un forte rallentamento: negli ul timi 10 anni la spesa mensile delle famiglie italiane è cresciuta appena del 3,4% (da una media di 2.480 euro a 2.563 euro) a fronte di un’ inflazione cresciuta complessivamente del 15,8%. Il monitoraggio effettuato in città dalle associazioni dei consumatori consente di affermare che per quanto riguarda i beni di prima necessità Bari possa effettivamente ritenersi tra le meno care d’ Italia. Peraltro, a quanto pare, nessuno rinuncia al cibo (e ci mancherebbe altro). E nemmeno al bar, alle pizzerie e ai ristoranti, a dire il vero. Secondo la Federazionale nazionale pubblici esercizi (Fipe) in questo comparto i prezzi sono aumentati dell’ 1,4 per cento, quindi più del dato nazionale dell’ inflazione. Nel dettaglio, nei ristoranti gli incrementi sul 2017 sono stati dell’ 1,2%, mentre le pizzerie hanno registrato un +1,6%. Il discorso cambia però se si allarga il paniere e si considerano servizi di fatto essenziali: le utenze, innanzitutto, o l’ Rc auto. Bari sarà anche tra le città meno care d’ Italia, ma, considerando la redditività pro capite e la capacità d’ acquisto, forse la notizia tanto di buon umore non mette. Se non si hanno abbastanza soldi…

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