12 Febbraio 2020

Bari si stringe attorno alla comunità cinese

Bari chiama, Cina risponde. E viceversa. L’ asse che lega due popoli e due culture, partito dal gemellaggio con Canton del lontano 1986 e che si è via via rafforzato negli anni, dà prova di reggere all’ urto dei giorni più difficili, scanditi dalla paura del coronavirus. Un incontro nel palazzo comunale con i rappresentanti della comunità cinese cittadina è stato convocato per mercoledì prossimo su iniziativa del vicesindaco Eu genio Di Sciascio. Alla riunione parteciperà anche il sindaco Antonio Decaro, che ha già inviato una lettera al suo omologo di Canton per testimoniare la solidarietà di Bari in questo difficile periodo. Dopo il disorientamento iniziale, il tam-tam di bufale montate ad arte per seminare il panico, l’ ingiustificata fobia dei nuovi untori, con la comunità cinese finita nel mirino, sono partite le campagne di corretta informazione e di sensibilizzazione. Perché il problema sanitario legato al contenimento della diffusione del virus va affrontato con la serietà che merita. E non può trasformarsi in una caccia alle streghe, in questo caso al cinese, i cui effetti iniziano a causare danni anche all’ eco nomia barese. Le attività commerciali gestite da cittadini cinesi in città, alle dipendenze dei quali lavorano pure molti italiani, hanno registrato un calo evidente degli introiti. E non sono mancati episodi sgradevoli alimentati dal pregiudizio. Così, per collocare il problema sanitario sui giusti binari e rasserenare il clima, si sono mosse associazioni (il Codacons di Bari ha organizzato una cena «anti -pregiudizi») e ora pure le istituzioni. Il Comune di Bari ha rotto gli indugi e il vicesindaco Di Sciascio, anche in virtù dei rapporti con la Cina coltivati fin da quando era rettore del Politecnico, ha promosso l’ in contro di mercoledì a Palazzo di Città. Sono stati invitati i rappresentanti dell’ Associa zione cinese di Bari, presieduta da Jinbang Pan. «Abbiamo accolto volentieri l’ invito del Comune, che va nell’ ottica del consolidamento dei rapporti tra le nostre comunità anche per affrontare questa fase di emergenza», sottolinea il professor Peng Shen, portavoce del sodalizio. L’ Associazione cinese ha promosso un’ ope ra di sensibilizzazione nei confronti di chi è rientrato dall’ Asia da fine dicembre a inizio febbraio, prima del blocco dei voli. I connazionali, pur in assenza di qualsiasi sintomo di influenza, sono stati convinti a osservare un periodo di isolamento in casa di due settimane, una quarantena su base volontaria. L’ incontro con le istituzioni cittadine servirà a mettere sul tavolo eventuali problemi e, se sarà il caso, ulteriori iniziative. Nella lettera inviata al sindaco di Canton, Wen Guohui, Antonio Decaro ha sottolineato: «Come città gemellata, ci sentiamo molto vicini ai cittadini di Canton. Ammiriamo molto gli sforzi che in queste ore stanno facendo tutti i cittadini e ancor più gli operatori pubblici, (infermieri, medici, poliziotti e altri funzionari pubblici) che con grande impegno sono ogni giorno in prima linea, fornendo un supporto cruciale nella lotta contro la malattia. Nonostante le differenze culturali e le distanze geografiche, in questo momento di grande difficoltà, noi ci sentiamo uniti dai comuni valori di umanità che da sempre caratterizzano le nostre due civiltà. Credo che rafforzare i rapporti di amicizia tra i cittadini delle nostre città – ha concluso il sindaco di Bari – sia uno dei significati più importanti di rapporti di gemellaggio come il nostro». La riunione di mercoledì è la concreta dimostrazione dei principi enunciati nella lettera. LA «LEZIONE» DEI GIOVANI -Non tutti, per fortuna, si sono lasciati condizionare dalla valanga di fakenews. Anzi, ci sono giovani studenti che combattono l’ odio e il pregiudizio, che talvolta ha lambito le scuole, dove alunni cinesi, pur non avendo mai messo piede in Cina, sono stati vittime di comportamenti discriminatori. I liceali del classico -linguistico «De Sanctis» di Trani sono stati protagonisti di una manifestazione di solidarietà al popolo cinese. Cartelli con slogan in italiano, in cinese e in inglese hanno accolto lunedì in classe il docente di lingua mandarina, Peng Shen. Una testimonianza di affetto per il docente e il suo Paese e contro ogni pregiudizio, apprezzata e sostenuta dalla dirigente del liceo tranese. «È stato bellissimo – commenta il professore, che come ricordato sopra è anche il portavoce dell’ Associazione cinese di Bari – questi ragazzi hanno voluto dimostrare che il futuro della società si sviluppa e si arricchisce nella convivenza tra esperienze diverse. E mi hanno colpito al cuore. Ancora una volta la scuola, la cultura e i giovani confermano di essere indispensabili per guardare al futuro con speranza e fiducia».

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