12 Settembre 2008

Bari, anziana uccisa da un branco di cani

Cani che diventano all’improvviso violenti tanto da aggredire una ragazzina di 12 anni che cercava inutilmente di difendere il suo cagnolino a Rubiera (Reggio Emilia). O, peggio, tanto da azzannare a morte una donna di 74 anni a Trani, nel Barese. Sono le ultime due vittime della furia di animali avvenute mercoledì notte. Protagonisti, nel primo caso un dobermann scappato al guinzaglio del suo padrone, nell’altro un branco di cani in un rifugio privato per animali del nipote della vittima. E subito scatta la denuncia del Codacons, che ribadisce la necessità di una lista nera (sempre più ampia e rigorosa) delle razze potenzialmente pericolose. Di segno opposto, la nuova ordinanza sulle aggressioni dei cani, in corso di stesura al ministero del Welfare: niente più lista e, tra l’altro, guinzagli per tutti i cani a passeggio per strada, indipendentemente dalla razza. A ciò si aggiunge l’ultima sentenza della Cassazione che punta soprattutto sulla responsabilità del proprietario. In sostanza, per la Suprema Corte, il padrone di un cane (specie se aggressivo) è sempre responsabile del comportamento del suo animale anche quando lo affida a un’altra persona (compresi i familiari) che, non essendo "la persona dominante", è inadeguata a gestirlo. La minorenne aggredita Nell’aggressione a Rubiera, il dobermann-azzannatore era insieme a un altro cane della stessa razza, al guinzaglio del suo proprietario. Dall’altra parte della strada, la ragazzina con un piccolo meticcio e un gatto. Probabilmente alla vista del felino, uno dei due grossi cani si è liberato scagliandosi contro il bastardino. La bambina, per proteggerlo, lo ha preso in braccio. Ma a quel punto il dobermann l’ha azzannata, provocandole ferite al collo e alla gamba (giudicate non gravi) prima di colpire e sbranare il cagnolino. Un’aggressione che, secondo il Codacons, si sarebbe potuta evitare. "I dobermann sono in testa alle segnalazioni di cani che, lasciati liberi di correre, uccidono altri animali più piccoli", ricorda l’associazione dei consumatori in una nota, aggiungendo che già nel 2003 aveva chiesto di inserire i dobermann nell’elenco dei più pericolosi. La morte dell’anziana Una fine tragica quella di Ersilia Maldera, di Andria (Bari), che è stata assalita da un branco. I cani le hanno azzannato la testa e le braccia. Trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Andria e, successivamente, nell’ospedale di San Giovanni Rotondo (Foggia), è morta l’altra notte per le gravi ferite riportate. Un episodio tutto da chiarire. Secondo il nipote della vittima Riccardo Malcangi, titolare dell’omonima azienda agricola dove è ospitato un canile convenzionato con la Asl Bat, la nonna è stata aggredita da un branco di cani randagi che si è avvicinato al recinto del rifugio disturbando quelli all’interno. La donna quindi avrebbe cercato di allontanarli, ma invano. I carabinieri però non escludono l’ipotesi che l’aggressione sia partita da un nuovo animale che, arrivato nel canile, sarebbe stato attaccato dagli altri ospiti, con la donna intervenuta per separarli. La badante romena di Ersilia Maldera, Mariana Nagu, di 33 anni, è rimasta ferita in modo lieve nel tentativo di aiutare l’anziana che era stata aggredita. Nagu è caduta procurandosi un taglio alla testa ed è stata medicata all’ospedale di Andria. La struttura era sovraffollata Al rifugio Malcangi era stata sospesa l’autorizzazione ad accogliere altri animali a causa del sovraffollamento. Lo si è appreso dall’ufficio veterinario della Asl Bat. Nel gennaio scorso l’attività del rifugio era stata sospesa per una irregolarità di carattere strutturale e per sovraffollamento. Alcuni mesi dopo i veterinari erano tornati e avevano accertato l’eliminazione dell’irregolarità strutturale, ma non del sovraffollamento. L’altro ieri però, secondo quanto riferito da due responsabili veterinari della Asl Bat che hanno il compito di vigilare sui rifugi convenzionati con il Comune di Barletta (Bari), nel rifugio Malcangi è giunto un altro cane, per il quale nel canile comunale di Barletta non c’era posto.

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