21 Gennaio 2019

Bari, al via il trasloco del consiglio regionale nella nuova sede: stop all’attività

 

Il trasloco degli uffici è cominciato e proseguirà per almeno dieci giorni. Entro fine gennaio i 400 dipendenti del consiglio regionale pugliese lasceranno il palazzo di via Capruzzi e troveranno casa nella nuova sede di via Gentile al rione Japigia.

In pratica per i 51 consiglieri regionali (50 più il presidente della Regione) che ogni mese ricevono 7mila euro lordi di indennità più 4mila 100 euro netti per l’esercizio di mandato si prevede una pausa di oltre un mese, visto che l’ultima seduta si era tenuta il 22 dicembre per l’approvazione del bilancio e la prima (nella nuova sede) non potrà essere fissata prima di febbraio. Il motivo è chiaro.

Si tratta dell’ultima conseguenza dei ritardi nella chiusura del cantiere per la nuova sede a Japigia. Il palazzo, progettato nel 2002, si è trasformato in un caso simbolo di spreco di tempo e di spese pazze con denaro pubblico: il cantiere è stato aperto nel 2011. Le cinque varianti necessarie per aggiornare il progetto e eliminare opere inutili come fontane monumentali, campi da calcio e da tennis, palestre e anfiteatri, hanno fatto aumentare i costi, che rischiano di sfondare quota 100 milioni di euro se si considerano anche le parcelle milionarie dei progettisti e il rischio di risarcimento per l’ingegnere Michele Cutolo (che partecipò nel 2002 alla gara d’appalto per la progettazione poi risultata truccata). Dopo le denunce di questo giornale il caso è salito alla ribalta nazionale (famose ormai le plafoniere d’oro, costate 636 euro a pezzo) e su quel cantiere ci sono indagini di Procura e Corte dei conti.

L’inchiesta per ‘frode in pubbliche forniture’: è il reato ipotizzato dalla Procura di Bari che indaga su alcuni costi relativi alla realizzazione, ormai ultimata del palazzo di via Gentile. L’esistenza dell’indagine – finora senza indagati né ipotesi di reato – era nota da mesi, da quanto il Codacons ha presentato una denuncia e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno integrato un esposto già presentato in estate, fornendo agli inquirenti un elenco dettagliato dei presunti sprechi.

L’inchiesta coordinata dal pm Savina Toscani, tuttora a carico di ignoti, è delegata alla Guardia di Finanza che è al lavoro sulla documentazione acquisita negli uffici regionali. I finanzieri stanno ricostruendo l’iter amministrativo relativo alla realizzazione della struttura, per verificare i costi previsti dal capitolato d’appalto e gli eventuali aumenti illegittimi degli stessi.

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