Baretta: «Ex banche, ora regole certe per i ristori»
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fonte:
- Giornale di Vicenza
il sottosegretario: «insieme definiremo i criteri di accesso e le modalità di erogazione dei rimborsi»
Criteri di accesso, modalità di erogazione ed entità dei rimborsi del Fondo di ristoro per le vittime dei reati bancari. Sono i temi – riferisce una nota – trattati nell’ incontro di ieri pomeriggio al Ministero delle finanze, tra il sottosegretario all’ economia Pier Paolo Baretta e i rappresentanti delle associazioni “Unite per il Fondo”, un coordinamento al quale aderiscono Adiconsum, Adusbef, Adoc, Casa del consumatore, Codacons, Ezzelino da Onara, Federconsumatori Veneto, Lega Consumatori e Unione nazionale consumatori.Si è fatto il punto sullo stato di avanzamento del decreto del Governo che dovrà rendere attuativo il Fondo di ristoro per le vittime dei reati bancari, previsto nella Legge di bilancio 2018. Un incontro positivo, – commenta nella nota Baretta – in cui abbiamo tracciato, insieme alle associazioni, il percorso da seguire per individuare i punti fermi del decreto attuativo. È necessario definire in maniera condivisa criteri di accesso, modalità di erogazione ed entità dei rimborsi, senza trascurare le tempistiche. È da questi elementi, infatti, che dipende la riattivazione di un rapporto di fiducia tra Stato e risparmiatori, indispensabile per dare nuova credibilità al mondo del credito».Il Fondo prevede una dotazione di 100 milioni in quattro anni – fino al 2021 – sarà finanziato attraverso il Fondo interbancario di garanzia e il Fondo dei conti dormienti. Potranno accedervi i risparmiatori – senza distinzione tra obbligazionisti e azionisti – delle ex-banche popolari venete e delle quattro banche poste in liquidazione (Chieti, Etruria, CariFe e Banca Marche) che sono stati vittime di un danno “ingiusto”. Il riconoscimento del danno potrà arrivare attraverso con una sentenza del giudice o attraverso il ricorso alla Camera arbitrale dell’ Anac, l’ Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone.«Si tratta di un primo incontro e siamo convinti – conclude il sottosegretario Baretta – che il confronto con il mondo dei risparmiatori sia la strada giusta da seguire».«Abbiamo proposto che sia gli azionisti che gli obbligazionisti abbiano, tutti, un indennizzo equo e proporzionale, anche se in percentuale differente a seconda del capitale investito e dello stato sociale, secondo una graduatoria che tenga conto del reddito e del patrimonio del risparmiatore» dice Antonio Tognoni, dell’ Unione Nazionale consumatori Veneto.
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