27 Maggio 2007

Barbra, biglietti ko, addio Roma

I l concerto ha fatto il botto. Gonfia, gonfia e alla fine esplodi, nel marasma generale. Gli organizzatori non lo vogliono ammettere, ma erano giorni che serpeggiava una certa inquietudine attorno alla data romana di Barbra Streisand, quella da Guinness dei primati, con prevendite ai minimi storici di biglietti che superavano anche i 900 euro (meno di 100 vendite a Feltrinelli di largo Argentina). Per beneficenza, sottolineavano tutti con un sorriso di circostanza. Ieri invece ecco l`implosione: “Michael Cohl, promoter del tour di Barbra Streisand – comunicano dalla Milano Concerti – annuncia che il concerto del 15 giugno allo Stadio Flaminio verrà cancellato dal calendario europeo a cause di ritardi nella produzione“. Ma come? Come può una mega produzione del genere permettersi una defaillance di questo tipo? Sarà mica per il prezzo gonfiato dei biglietti? Sia mai! Rispondono in coro, anzi, beati quelli che possono spendere per vedere l`esosa cantante. E a quel paese il Codacons e tutte le sue proteste, come è riuscito a dire David Zard, l`uomo che ha messo i soldi nell`operazione: quattro milioni di dollari. Quattro. “Il Codacons stia zitto – è riuscito a dire il celebre promoter – faccia il suo mestiere, parli di pane, benzina e trasporti pubblici. La Streisand non ha una rivoltella puntata alla testa, posso metterla in vendita anche a 10mila dollari“. Insomma, per Zard questo è un sacrosanto evento da vip, da calciatore e velina (come avevamo annunciato su questo giornale un paio di settimane fa) e se io faccio l`operaio e ho l`insana passione per la sessantacinquenne superstar americana non ho il diritto di lamentarmi. Barbone che non sono altro, mi devo far coraggio, tirar fuori dalle 146 alle 180 euro e andarmene in curva buono buono. Zard, l`araba fenice dei promoter italiani, uno che è passato dalle stelle alle stalle con relativo ritorno in auge, se l`è allora presa con il cartello statunitense degli organizzatori perché dopo averci messo i soldi gli è stato tolto il marketing dell`evento a favore della Milano Concerti: “Barbra Streisand la dovevo trattare io, ma gli americani hanno pensato di poter dirigere l`evento con i miei soldi, far rischiare me, mentre loro dicono cosa fare: non sanno fare i promotori in Italia, l`evento è una scienza, crearlo richiede molto lavoro. Con me avrebbero lavorato 12 persone. Non hanno voluto. Credono di venire in Italia e dare istruzioni su come si lavora“. Insomma, il partigiano Zard se avesse avuto mano libera avrebbe tagliato i costi e venduto tutti i biglietti. E va bene, ma il prezzo alle stelle? “Il concerto della Streisand è un evento unico e può anche sostenere quei prezzi, ma devi far sapere cosa dai. Avevo detto che si poteva tenere quel prezzo, ma avevo organizzato anche un ricevimento prima dello show, un servizio super-vip con valletti per parcheggiare le macchine. Tra l`altro – aggiunge – avrei pubblicizzato l`evento non solo su Roma, con accordi con agenzie di viaggio israeliane, greche e di altri paesi“. Insomma, se ci fossero stati i valletti di Zard a parcheggiare i Suv, una vagonata di champagne con ostriche e due voli speciali da Israele e la Grecia sarebbe tutto andato bene. Un evento “esclusivo“ per un pubblico “esclusivo“: “I biglietti da mille euro non si vendono solo con la prevendita su Ticketone – ha continuato Zard all`Ansa – l`evento nasce nei salotti. Altrimenti il concerto della Streisand lo vedi in tv“. Dispiace per i “vip“ che avevano addirittura fatto la fatica di comprare i biglietti alla rivendita Feltrinelli di Largo Argentina a Roma (rigorosamente in contanti): “ad una collega – racconta una cassiera – è capitato di vendere anche quattro o cinque biglietti ad una sola persona sia da 600 che da 800 euro“. Persone che nei prossimi giorni torneranno a farsi rimborsare le cifre spese: “Voglio vedere come facciamo a darglieli indietro. chi ce li ha in cassa tutti quei soldi?“. Non che non si spendano bei dobloni per andare ai concerti: le vendite per la data romana dei Rolling Stones (a 167 euro) sta andando bene, per non parlare dei concerti a prezzo “normale“ come quello dei White Stripes, praticamente una roba da proletari visto che i biglietti non superano i “miseri“ 40 auro e che i parcheggiatori sono ovviamente abusivi.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox