20 Dicembre 2006

“Barbolini, l`altra faccia del caso Welby“

MARANELLO Il Codacons in campo per l`uomo afflitto da sclerosi multipla: “Lo Stato lo aiuti, ha diritto di vivere“
“Barbolini, l`altra faccia del caso Welby“

MARANELLO “E` indispensabile aprire un dibattito anche per chi, a differenza di Welby, pur senza funzioni motorie, vuole vivere anche un solo giorno in più“. Ad affermarlo è il Codacons, rilanciando il caso di un altro malato di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) che “lotta per restare in vita“. “Mentre il dibattito politico è tutto incentrato sul caso di Piergiorgio Welby che lotta per morire – afferma l`associazione in una nota – rendiamo noto un caso diametralmente opposto, che riguarda Gino Barbolini, 66enne di Maranello affetto da Sla. La malattia lo ha ridotto in fin di vita; il malato vede e sente e percepisce tutto attorno a se, ma non puo` effettuare alcun movimento“. Nonostante la grave malattia Barbolini, pur cosciente di non avere alcuna speranza di guarigione, ha deciso di lottare per vivere anche solo un giorno in più. “Non sono bastate – prosegue il Codacons – nemmeno due sentenze del Tribunale di Modena che hanno rigettato la richiesta del malato e dei suoi familiari di ottenere, a carico del Servizio Sanitario, un farmaco sperimentale che gli consentirebbe di rimanere in vita“. Grazie a una colletta avviata dal Codacons, Barbolini ha potuto acquistare negli Stati Uniti tre confezioni del medicinale, il cui costo, si sottolinea nella nota, “e` pari a 12mila dollari a confezione, più tasse e spese di trasporto (ogni confezione consente al malato un mese di trattamento)“. “E` indispensabile aprire il dibattito anche relativamente a questi casi – afferma il Codacons – casi che sono palesemente opposti a quello di Welby, e dimostrano la voglia di rimanere in vita di malati gravi e in fase terminale, anche loro nell`impossibilità di qualsiasi funzione motoria. In ambedue le situazioni vi sono diritti da affermare – conclude l`associazione – ma vi è una differenza fondamentale: mentre per il primo caso (quello di Welby) non esiste alcuna legislazione in materia, per il secondo caso (Barbolini) esiste e lo Stato deve intervenire per pagare le cure richieste, anche se sperimentali“.

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