4 Febbraio 2020

Barberini, la metro riapre ma solo a metà

 

ROMA Atac ha ufficialmente annunciato la riapertura della fermata Barberini, dalle 5:30 di martedì 4 febbraio, ma solo per i passeggeri che scendono dai convogli della metropolitana. Resta interdetto l’ingresso, dopo 11 mesi di lavori in seguito al guasto di una coppia di scale mobili. Una limitazione che ha sollevato critiche da parte delle opposizioni alla Giunta Raggi e delle associazioni dei commercianti.

«Dopo quasi un anno riapre la stazione della metro Barberini, ma solo in uscita: la montagna ha partorito il topolino. Adesso mi auguro che il Campidoglio e l’Atac facciano piena luce sulle scale mobili che sono ancora ferme», ha commentato Stefano Pedica della direzione romana del Partito democratico.

La riapertura “a metà” non piace al Codacons: «La stazione deve riaprire al più presto e completamente, considerato che cittadini, turisti, residenti e lavoratori della zona subiscono un disagio che dura oramai da mesi», ha affermato il presidente Carlo Rienzi, che ha poi aggiunto: «Consentire il transito a Barberini solo in uscita vuol dire fornire un servizio a metà agli utenti, che però pagano biglietti e abbonamenti a prezzo pieno, e creerà disagi e confusione. Riteniamo vergognoso che una stazione strategica come Barberini continui a rimanere chiusa al pubblico, creando disagi ai cittadini e offrendo una pessima immagine della città ai turisti».

Dello stesso avviso Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti: «Da presidente di un’associazione di categoria si fa grande fatica a spiegare al comparto che rappresento, così come all’utenza e ai turisti che frequentano gli esercizi pubblici della nostra città, che domani – dopo ben 11 mesi di chiusura – la metro Barberini aprirà ma solo in uscita. Non si riesce a spiegare, perché è letteralmente inaccettabile che la Capitale d’Italia, fiore all’occhiello del turismo mondiale, abbia disservizi per così tanto tempo o, peggio, servizi di serie B quando funzionano. Come Fiepet-Confesercenti rappresenteremo il problema in Assemblea capitolina e nei prossimi giorni andremo dalla sindaca Raggi a chiedere indennizzi per tutti gli esercenti danneggiati, indennità che può essere conteggiata sottraendola dai tributi quali ad esempio la tassa sui rifiuti».

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