2 Aprile 2013

Bar e ristoranti male gli incassi ma si salva il centro storico

Bar e ristoranti male gli incassi ma si salva il centro storico

L’ ANALISI Si sono salvati i bar, i ristoranti e le pizzerie che gravitano nelle zone del turismo. Sono rimasti delusi, molto delusi, invece i locali di quartiere, i ristoranti che speravano di aumentare gli incassi con il pranzo di Pasqua dei romani. Eccola la sintesi di queste giornate festive. Spiega Nazzareno Sacchi, presidente di Assoristoranti e Fipe Confcommercio: «Per fare un bilancio di questa Pasqua a Roma dobbiamo fare un doppio ragionamento. Se partiamo dal centro possiamo dire che le cose sono andate benino, sui livelli della Pasqua del 2012». Non hanno aiutato le condizioni metereologiche e soprattutto una Pasqua così anticipata. Però alla fine i turisti nella Capitale erano molti e gli incassi per bar, pizzerie e ristoranti del centro ci sono stati. Certo, la crisi economica che sta investendo anche la Spagna ha avuto effetti negativi su una parte tradizionalmente consistente di turisti: la «semana santa» è un periodo dell’ anno in cui gli iberici amano viaggiare, ma i guai dell’ economia hanno imposto una frenata. «Gli spagnoli sono stati compensati dai turisti del sud America. Certo, c’ erano gli argentini, per effetto del nuovo Papa – ricorda Sacchi – ma soprattutto i brasiliani stanno diventando una fetta importante del nostro turismo. D’ altra parte la loro economia sta andando forte e quindi in molti vengono in vacanza a Roma. Bene anche gli italiani. In sintesi: per i locali che lavorano in centro o vicino al Vaticano non è andata male, anche se gli incassi di 4 o 5 anni fa non torneranno più, temo». Discorso differente se parliamo dei ristoranti che lavorano con i clienti romani. «Vale anche per la provincia, non solo per i ristoranti dei quartieri non toccati dai flussi turistici. In questo caso il dato ipotizzato da Codacons, il meno 40 per cento, è realistico: meno romani hanno deciso di pranzare o cenare al ristorante per queste festività pasquali. Abbiamo tutti meno soldi in tasca e molti hanno preferito mangiare in casa. Più in generale – conclude Sacchi -, poi, anche per quanto riguarda gli stranieri, il grosso del lavoro si è concentrato su sabato, domenica e lunedì». Mauro Evangelisti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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