24 Marzo 2018

Bannon: «Facebook vende i dati a tutti»

l’ ex guru di donald trump si «assolve» una spia russa l’ hacker del russiagate
Idati di Facebook alla base dello scandalo della Cambridge Analytica? «Sono in vendita in tutto il mondo». Steve Bannon, ex capo stratega di Donald Trump, ha cercato ieri di sminuire l’ importanza di quanto è emerso negli ultimi giorni. Anche perché lui stesso, dentro questo scandalo, un ruolo potrebbe averlo avuto. Della Cambridge Analytica, Bannon è stato vicepresidente. Non solo: secondo l’ informatico Chris Wylie, gola profonda del “datagate”, lo stesso Bannon supervisionava proprio il programma che aveva l’ obiettivo di utilizzare milioni di profili Facebook per influenzare le elezioni presidenziali. «Non sapevo nulla della ricerca dei dati su Facebook», ha minimizzato l’ ex stratega di Trump in merito alla raccolta dei dati personali. «Non ricordo» di aver comprato dati Facebook da usare per influenzare gli elettori. «Io ho contribuito a mettere insieme la società», ha ammesso Bannon che ha però puntato il dito contro Facebook: «I dati sono tutti lì, loro (Facebook) si prendono la vostra roba gratis – ha attaccato – e monetizzano grossi margini, si prendono la vostra vita ». È emerso tra l’ altro che con Cambridge Analytica ha avuto a che fare anche John Bolton, il “falco” scelto da Trump come nuovo consigliere per la sicurezza nazionale. Il comitato elettorale gestito proprio da Bolton è stato tra i primi clienti della società e ha sborsato oltre 1,1 milioni di dollari a Cambridge Analytica per «ricerche» e «ricerche sui sondaggi» dal 2014 in poi. Ieri, intanto, un giudice ha autorizzato la perquisizione nella sede della stessa società. Lo scandalo dei dati che ha sconvolto Facebook rischia tra l’ altro di intrecciarsi sempre più anche con il Russiagate. Alle indagini annunciate sulle due sponde dell’ Atlantico si aggiunge infatti quella aperta da Robert Mueller, il procuratore speciale che negli Usa sta cercando di accertare eventuali connessioni tra Trump e la Russia nelle elezioni presidenziali del 2016. L’ obiettivo degli uomini di Mueller è quello di fare chiarezza sui legami tra la campagna elettorale del tycoon e la Cambridge Analytica. Già alcuni degli ex manager e consiglieri dell’ allora candidato presidenziale repubblicano sarebbero stati ascoltati dagli investigatori. Nel frattempo Mueller avrebbe anche chiesto di acquisire tutte le e-mail dei dipendenti della Cambridge Analytica che hanno lavorato con l’ entourage di Trump. Si cerca insomma di capire se dietro alla raccolta di dati personali ci sia proprio la campagna di Trump e come queste informazioni siano state poi utilizzate. Tra l’ altro media Usa hanno riferito che, Guccifer 2.0, l’ hacker che si vantò di aver fornito a WikiLeaks le email rubate al partito democratico e che comunicò con l’ allora consigliere di Trump Roger Stone, sarebbe un ufficiale del Gru, lo spionaggio militare russo. Intanto un’ indagine è stata aperta anche dalla procura di Roma, che vuole appurare se pure in Italia si sia verificata l’ appropriazione abusiva di dati di utenti di Facebook, in analogia con quanto accaduto negli Usa da parte di Cambridge Analytica. Secondo fonti giudiziarie, gli accertamenti del caso sono affidati alla polizia postale. Il fascicolo, un modello 45 senza indagati né ipotesi di reato, è nelle mani del procuratore aggiunto Angelo Antonio Racanelli. L’ inchiesta nasce sulla base di un esposto del Codacons. RIPRODUZIONE RISERVATA

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