9 Marzo 2011

Bankitalia: Più prestiti bancari e meno soldi sul conto corrente

Bankitalia: Più prestiti bancari e meno soldi sul conto corrente
 

Martedì 08 Marzo 2011 12:45 Notizie – Economia     (Sesto Potere) – Roma – 8 marzo 2011 – Più prestiti bancari e meno soldi sul conto corrente. A gennaio, secondo i dati resi noti oggi dalla Banca d’Italia, sono aumentati del 5%, su base annua, i prestiti richiesti dalle famiglie, mentre sono calati i depositi dell’intero settore privati (-1,7%).
La seconda brutta notizia contenuta nel Bollettino della Banca d’Italia è che per le famiglie italiane i mutui ed i prestiti sono diventati più cari, a differenza degli interessi riconosciuti sui conti correnti che scendono dallo 0,36% allo 0,35%. Insomma si allarga ancora di più la forbice tra tassi attivi e passivi che in Italia è già un record negativo rispetto agli altri Paesi Ue.
L’aumento del costo dei mutui è un dato molto preoccupante, specie se si considera che la Bce ha già annunciato un possibile aumento del tasso di riferimento a partire da aprile, cosa che metterebbe in difficoltà con il pagamento delle rate almeno 30.000 famiglie che attualmente riescono ad onorare ancora i loro debiti.
Per il Codacons questi dati dimostrano che anche il ceto medio italiano ha sempre meno soldi ed è costretto, per far fronte alle spese di tutti i giorni, o ad attingere alle riserve liquide del conto corrente o ad indebitarsi. In pratica la crisi non riguarda più solo gli individui poveri, ma anche chi, fino al 2008, occupava una posizione intermedia nella distribuzione della ricchezza, come piccoli commercianti ed artigiani.
E l’aumento dei costi dei mutui decreta anche la fine di un periodo positivo per le famiglie che avevano contratto mutui a tasso variabile.
Per questo il Codacons rinnova la richiesta al ministro Tremonti di rivedere immediatamente il Decreto 21 giugno 2010, n. 132, ampliando le condizioni necessarie per poter sospendere il pagamento delle rate, a cominciare da quella di aver avuto un aumento di rata mensile di almeno il 20%.
 

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