19 Agosto 2017

Bankitalia certifica un nuovo record

Se le notizie giunte in settimana dal fronte del Pil sono positive, con la crescita che nel complesso del 2017 potrebbe raggiungere l’ 1,5% se il terzo e il quarto trimestre reggessero il passo dei primi due, la doccia fredda per l’ Italia è arrivata ieri dai dati diffusi dalla Banca d’ Italia in merito al debito pubblico, che a giugno ha toccato per il quarto mese consecutivo un nuovo massimo, questa volta a quota 2.281,4 miliardi. L’ aumento, quantifica Palazzo Koch nel fascicolo “Finan za pubblica, fabbisogno e debito” diffuso in mattinata, è di 2,2 miliardi di euro su maggio. A causarlo è stata la crescita del fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, salito di 8,4 miliardi di euro, compensato solo in parte dalla diminuzione delle disponibilità liquide del tesoro, che ha pesato per 6,3 miliardi, e al quale si ag giungono 0,1 miliardi di debito frutto degli scarti e dei premi all’ emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’ inflazione e della variazione del tasso di cambio. In riferimento ai sottosettori, si osserva nel dettaglio, a impennarsi è stato il debito delle amministrazioni centrali, aumentato di 4,0 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali è diminuito di 1,9 miliardi e quello degli enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. Dati nel complesso negativi ai quali si aggiunge anche una diminuzione del 5,8% delle entrate tributarie contabilizzate dal bilancio dello stato, che nei primi sei mesi dell’ anno sono state pari a 186 miliardi. Un peggioramento, si legge nel fascicolo diffuso ieri, principalmente imputabile allo slittamento di alcune scadenze di versamento. Dure le reazioni delle associazioni dei consumatori allo scenario presentato da Bankitalia. «A lungo andare un debito di queste dimensioni è chiaramente insostenibile» ha subito battuto in una nota il Codacons.

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