3 Febbraio 2013

Bankitalia attacca: “Su Mps denunce pretestuose”

Bankitalia attacca: “Su Mps denunce pretestuose”

Il Governatore della Banca d’ Italia, Ignazio Visco C’ è una gara tra diversi uffici giudiziari, ma sembra che la “new entry” abbia un primato irraggiungibile Bruti Liberati Procuratore di Milano Un esercizio non facile, il tentativo si sbrogliare l’ attuale matassa di ricorsi, indagini e processi che si incrociano in molte procure d’ Italia sul caso Monte Paschi di Siena. E ieri la Banca d’ Italia ha tentato di porre un argine a questa lotteria di denunce ed esposti, andando al contrattacco. In mattinata il presidente del Codacons Rienzi era tornato ad aggredire l’ autorità di vigilanza parlando di «gravissima mancanza di trasparenza» e chiedendo le dimissioni del governatore, Ignazio Visco. Ma il Tar del Lazio, al quale l’ associazione dei consumatori si era rivolta per bloccare i Monti-bond concessi (anche grazie al via libera di Bankitalia) a Mps, ha deciso invece di non acconsentire alla sospensione del prestito da 3,9 miliardi. L’ udienza di merito sul ricorso che chiede di bloccare il provvedimento è stata fissata per il 20 febbraio, ma intanto Bankitalia ha fatto sapere in una nota di aver chiesto sia il rigetto del ricorso «per la sua inammissibilità e infondatezza» sia la condanna del Codacons «al pagamento di una sanzione pecuniaria per lite temeraria», considerata la «pretestuosità del ricorso». La posizione di via Nazionale è che il via libera concesso ai Monti-bond è già pubblico pretestuosa dunque l’ accusa di scarsa trasparenza – nella misura in cui è stato trasmesso al ministero dell’ Economia e che in virtù del fatto che l’ autorità ha «espresso piena disponibilità», come spiega il comunicato, «a consegnare il documento al presidente del Tar». E se uno degli obiettivi del Codacons è quello di ottenere quelle carte, la Banca d’ Italia ha ricordato anche ieri che contengono «informazioni sensibili» su una azienda quotata in Borsa ed è giusto che restino pubbliche, ma nelle mani di chi tutela la delicatezza di quei dati, tanto più nel momento in cui Mps è già al centro di una gigantesca bufera giudiziaria e mediatica. Non più tardi di due giorni fa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha pronunciato sul Sole24Ore proprio un forte richiamo contro la «diffusione di notizie infondate» ed ha sottolineato la necessità che si «manifesti quella consapevolezza dell’ interesse nazionale cui sono di certo sensibili tutte le forze responsabili, ferma restando la netta distinzione tra la doverosa azione penale e le riconosciute condizioni di stabilità della banca oggetto d’ indagine». E ieri sulla vicenda senese si è anche registrato un intervento al cianuro di Edmondo Bruti Liberati, che ha stigmatizzato il «protagonismo di certi magistrati che si propongono come tutori del Vero e del Giusto – con le iniziali maiuscole – magari con qualche strappo alle regole processuali e alle garanzie, di intende a fin di bene». Nel corso del congresso di Magistratura democratica il procuratore di Milano ha reso più esplicito il riferimento alla procura di Trani parlando di «uffici di Procura ove sembra che la regola della competenza territoriale sia un optional» e in particolare di una «new entry» che avrebbe acquistato una «posizione di primato irraggiungibile». I magistrati pugliesi che si sono resi protagonisti in questi ultimi anni di indagini su giganti della finanza come le agenzie di rating Standard&Poor’ s e Fitch, o istituti di credito come Bnl e Unicredit, spesso su impulso delle associazioni dei consumatori, sono stati prontamente difesi ieri da una di esse, l’ Adusbef. Il presidente, Elio Lannutti, ha replicato a Bruti Liberati: «invece di ironizzare – ha osservato – spieghi perché la sua procura blasonata abbia girato la testa dall’ altra parte, su circostanziate denunce inoltrate dall’ Adusbef». Gli accertamenti di Trani, che si concentrano sulla presunta omessa supervisione di Bankitalia e della Consob su Mps e sulle ricoperture rischiose attraverso prodotti derivati da parte di Rocca Salimbeni, si incrociano attualmente con quelle della procura di Siena . L’ udienza sarà il 20 /2 ma via Nazionale ha chiesto ieri il rigetto dei ricorso L’ autorità di vigilanza: sono «inammissibili» le denunce dei consumatori twitter@mastrobradipo.

tonia mastrobuoni torino

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