13 Luglio 2003

“Bandiera Blu“ operazione di marketing

Il Codacons insiste nella sua offensiva e lancia sospetti

“Bandiera Blu“ operazione di marketing



Il Codacons Calabria – attraverso il suo dirigente Giorgio Mascaro – critica l`assegnazione della bandiera blu a Lido, per possibili effetti ?inflastionistici?, per la tempistica, e per una presunta non rispondenza alle reali situazioni dei luoghi. Mascaro immagina già come primo effetto «una ricaduta sui prezzi delle case, dei negozi, dei ristoranti e degli alberghi di Catanzaro lido». Detto questo, l`esponente Codacons elenca alcuni passaggi a suo dire ?dubbi? nella gestione della balneazione nel quartiere marino. Secondo Mascaro, l`ordinanza emanata lo scorso 16 giugno dal sindaco in attuazione delle leggi sanitarie in materia di balneazione, ed in particolare delle norme relativa alla qualità delle acque che ha per oggetto i requisiti chimici, fisici e microbiologiche delle acque di balneazione, non sarebbe in linea con la lettera della legge, nella quale, spiega, «non c`è una parola che imponga puramente e semplicemente il divieto negli spazi attorno ai fiumi». Inoltre, «se l`ordinanza, come dice la difesa del Comune, affidata all`ineffabile segretario della Fee, è stata dettata dalla presenza della foce di tre fiumi, non si vede perché vietare la balneazione anche di fronte all`Unra Casa e all`interno del bacino portuale». «La verità è un`altra», a detta del dirigente Codacons, che mette in dubbio la qualità (se non proprio l`esistenza) delle analisi nel periodo di campionamento tra il primo aprile e il 30 settembre dell`anno precedente. E quindi fa scivolare il dubbio che il divieto sia una manovra ?di aggiustamento? in zona Cesarini. E rivolge una domanda al Sindaco: «Ma queste analisi ci sono o non ci sono?». E «se ci sono, ci piacerebbe sapere dove e quando sono state effettuate, e magari farne conoscere pubblicamente il contenuto in modo tale che tutti siamo informati e, magari, responsabilizzati». Mascaro critica inoltre la tempistica, e dice: «Il sindaco ha atteso 47 giorni per emanare l`ordinanza e ha apposto la segnaletica nelle zone interessate al divieto addirittura tre settimane dopo l`adozione dell`ordinanza, nonostante la legge ne imponga la contestualità». «Quante persone nel frattempo ? si domanda ? si sono bagnate nelle zone vietate, ignare del divieto e correndo gravi rischi per la loro salute?». «Ma tutto questo ? attacca l`esponente del`associazione dei consumatori ? al Comune sembra non interessare». Poiché «ciò che interessa è richiamare quanti più turisti con una pura operazione di immagine». «Sui tempi ? prosegue ? vogliamo essere maliziosi». Così «prima gli amministratori esauriscono le premiazioni e i festeggiamenti per la consegna del Vessillo all`acqua pulita poi vietano ai cittadini di bagnarsi nell`acqua sporca». E suggerisce: «Immaginate per un attimo il contrario: che i Nostri si fossero attenuti alla legge con l`ordinanza in tasca emanata anteriormente al primo maggio, con che faccia secondo voi avrebbero partecipato alle cerimonia?».

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