1 Luglio 2014

Bancomat obbligatori? Sì, ma solo sulla carta…

Bancomat obbligatori? Sì, ma solo sulla carta…

Qualcosa comincia a muoversi. La previsione dei fautori delle carte elettroniche è che, con il Pos obbligatorio (e quindi diffuso su larghissima scala) ci sarà una diminuzione dei costi, tra canoni mensili e percentuali sulle transazioni. Alcune banche (tra queste la Banco Popolare e la Cassa di Risparmio di Lucca) stanno stipulando convenzioni con le associazioni di categoria, proponendo soluzioni anche a zero spese per i Pos. Ma c’ è chi frena gli entusiasmi: «Gli istituti propongono convenzioni – ammette Tesi della Cna Lucca – ma sono riservate ai soci, e in genere chi mette il Pos sottoscrive un contratto con la banca di fiducia. Comunque stiamo lavorando per obbligare tutti gli istituti a ridurre i costi». Vannozzi (comitato Passeggiata) sottolinea un altro aspetto: «Spesso le offerte ci sono, ma sono temporanee. Valgono per qualche mese, e sono sottoposte all’ accettazione di nuovi apparecchi, spesso più costosi». di Giorgio Carlini wVIAREGGIO «Mi spiace, non c’ è campo». «Guardi, la transazione al momento è impossibile». «Abbia pazienza, ho terminato il rotolino di carta». Se il Pos obbligatorio non mandasse su tutte le furie associazioni di categoria, commercianti e liberi professionisti, ci scapperebbe pure una risata. Perché sui social network è già spuntato fuori un originale decalogo di scuse da presentare al cliente che intende pagare con carta di credito o bancomat. L’ obbligo di dotarsi del «Point of sale» e di accettare pagamenti elettronici per spese superiori ai 30 euro è diventato ufficiale. Si tratta però di una rivoluzione a metà, vista l’ assenza di sanzioni in caso di rifiuto dell’ esercente. Un aspetto che crea non pochi imbarazzi alle forze dell’ ordine, da un lato chiamate in causa da chi difende il “diritto al Pos” e dall’ altro private degli strumenti concreti per far rispettare la legge. L’ obbligo in teoria… Chi nel corso della propria attività ha ravvisato la necessità di dotarsi di un Pos ha già provveduto a installarlo. Basti pensare alla maggior parte dei locali in Passeggiata, dove pagare con carta o bancomat è quasi un’ abitudine. Il decreto “Sviluppo Bis”, però, non guarda in faccia nessuno: l’ obbligo vale per tutti. Anche per coloro che sbottano al pensiero di acquistare uno strumento che useranno in rarissimi casi, ma sul quale dovranno pagare regolarmente costi mensili e per ciascuna transazione. Poco importa se la richiesta di usare la carta sia fatta al ristoratore di lusso o all’ idraulico, al dentista o al parrucchiere: superata quota 30 euro non ci si può rifiutare di utilizzare il Pos. …e nella pratica. Questo è ciò che dovrebbe succedere in teoria. Ma cosa accade se l’ esercente si rifiuta di far pagare con il Pos sopra i 30 euro? Qui sta il bello: assolutamente niente. La legge, infatti, ha previsto l’ obbligo, ma non la sanzione in caso di mancato rispetto. Ad aumentare il caos ci sono le dichiarazioni dei rappresentanti delle categorie a difesa dei pagamenti elettronici, che invitano il cliente a non pagare in contanti e a chiamare la Guardia di Finanza. Il Codacons suggerisce invece di farsi mandare il conto a casa da esercenti, artigiani e professionisti che non si sono muniti dell’ apparecchio, in modo da scegliere in un secondo momento la modalità migliore per saldare il conto. Armi spuntate. «Nell’ ambito dei controlli sul territorio verificheremo anche la presenza dei Pos. Ma nel caso in cui qualcuno ne fosse sprovvisto, cosa potremmo mai fare?». A porre la domanda retorica è il comandante della polizia municipale, Vasco Comaschi. Le armi a disposizione delle forze dell’ ordine sono di fatto spuntate: che senso ha fare un controllo per una legge che non prevede sanzioni? Concetto espresso anche da Giovanni De Luca, maggiore della Guardia di Finanza: «Ve lo immaginate se dovessimo intervenire ogni volta in cui un esercente dovesse rifiutare di usare il Pos? E poi, giunti sul posto, che facciamo? Mandiamo il negoziante a comprare l’ apparecchio? Convinciamo il cliente a usare i contanti? Tirare in ballo la Guardia di Finanza – critica il maggiore – come incentivo a usare il Pos, è sbagliato. Siamo al servizio del cittadino, ma a noi devono essere presentate le irregolarità: a quel punto interveniamo. Su questa materia, però, non abbiamo voce in capitolo». Una lotta impari. «Le imprese si doteranno di un grande regalo alle banche». Usa l’ ironia Stephano Tesi, direttore della Cna Lucca, per criticare un provvedimento che «per realtà che hanno a che fare con importi bassi, come artigiani e piccoli commercianti, non farà altro che complicare la vita». Ma nessuno pensa all’ utilità di un provvedimento che mira a combattere i pagamenti al nero? «E secondo lei la lotta all’ evasore fiscale la si fa su cifre di 30 euro? La soglia limite – sottolinea Tesi – doveva essere alzata, per concentrare l’ attenzione su importi più alti». «Chi evadeva prima – gli fa eco Roberto Vannuzzi, presidente del comitato Passeggiata – evaderà anche ora. In Europa combattono il fenomeno dei pagamenti al nero con leggi molto più efficaci. Così si introducono solo costi in più per i commercianti. Il provvedimento mi sembra un tentativo campato in aria». E che, a poche ore dal suo debutto, pare proprio scontentare tutti.

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