14 giugno 2017

Con Banco e Ubi si sfilano anche i Benetton Popolari, accordo vicino con la Ue Carel: fatturato a 230 milioni

(m.cr.) La Ue ha imposto che su 6,4 miliardi di euro di nuovi capitali chiesti dalla Bce, 1,2 vengano iniettati da privati in quanto destinati a coprire perdite attese dai due istituti. Intesa e Unicredit, che chiedono rassicurazioni sul fatto che non giungano ulteriori richieste, vorrebbero costruire un’ operazione pro-quota coinvolgendo il resto del sistema bancario. Per ora dalle altre banche, con l’ eccezione di Mediolanum, sono arrivati solo no grazie: «Non è nel nostro raggio d’ azione e di pensiero» ha spiegato il presidente del Cds di Ubi, Andrea Moltrasio. «Stiamo risolvendo i compiti a casa nostra» aveva detto il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna. Porte chiuse anche dagli imprenditori del territorio: «Hanno il buon senso di non chiedercelo», ha detto Gilberto Benetton, vice presidente di Edizione Holding. Oggi riunione del cda di Veneto Banca che dovrà gestire il quotidiano e attendere contando i giorni: il 21 giugno è in scadenza un bond da 150 milioni, il tempo stringe anche a Montebelluna. Le associazioni dei consumatori in ogni caso non si sentono pienamente rassicurate: «Per il futuro di Popolare di Vicenza e Veneto Banca viviamo Il momento più critico – scrivono il Codacons ed altre sigle al governo, ai politici veneti e ai presidenti delle due banche – . La dichiarazione di questa mattina poi del Ministro Padoan che rassicura sul salvataggio e gli obbligazionisti delle due banche stiano tranquilli, come sempre lascia nell’ ombra cupa il diritto al risarcimento di chi ha comprato quote azionarie della banca. Lo Stato, in sede dell’ inevitabile intervento precauzionale per l’ aumento di capitale, riservi ai risparmiatori che partecipino al tavolo di conciliazione ed utilizzino il risarcimento riconosciuto per acquistare obbligazioni con la facoltà di trasformare, nell’ arco di 5/10 anni, in azioni al prezzo di emissione. La formula dell’ obbligazione convertibile o con warrant consente di rendere liquido il credito per chi avesse urgenze o di partecipare al rilancio delle banche nella prospettiva che il valore dell’ azione negli anni dia premio sul valore dell’ obbligazione. I risparmiatori possiederebbero obbligazioni di fatto garantite dallo Stato e avrebbero interesse al successo del rilancio». Ma ora la priorità è del salvataggio. © riproduzione riservata.
maurizio crema