21 Dicembre 2021

Banche: Visco a rapporto sui diamanti (MF)

Entra di nuovo nel vivo la storia dei diamanti collocati attraverso gli sportelli bancari. La vicenda delle pietre da investimento vendute da alcune banche a prezzi gonfiati, diventata poi inchiesta penale con una stima di circa 1,4 miliardi di valore transato, sta per compiere ben dieci anni. Ieri ha avuto luogo un’udienza a Milano nell’ambito del maxi processo (105 imputati), legato alle pietre preziose, in cui il giudice per le indagini preliminari, Manuela Scudieri, ha analizzato il tema dell’inclusione della fallita IDB, una delle società coinvolte, come responsabile civile. Vi sarà una seconda udienza il 23 dicembre.

Nel frattempo, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la Commissione di inchiesta sulle banche, presieduta da Carla Ruocco, dovrebbe sentire direttamente il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, il 20 gennaio, dopo che la settimana scorsa il programma Report, trasmesso da Rai3, ha fatto emergere, spiega Ruocco, «profili inquietanti relativamente alla vicenda della vendita di diamanti ai propri clienti da parte dei maggiori istituti di credito operanti sul territorio nazionale». Dal canto suo Bankitalia, nella comunicazione successiva alla trasmissione, ha spiegato «di aver esercitato specifiche azioni di moral suasion nei confronti delle singole banche coinvolte». A fine ottobre, intanto, è stata più che dimezzata la lunga lista dei candidati a essere parti civili nel procedimento per la presunta maxi truffa sulla vendita di diamanti a prezzi gonfiati che vede imputate 105 persone e cinque società, tra cui Banco Bpm, Unicredit, Mps e Banca Aletti. Il gup di Milano Scudieri ha escluso oltre la metà delle circa 600 parti offese individuate dalla Procura. Tra quanti si sono visti rigettare l’istanza ci sono il Codacons, il Movimento Difesa Cittadino sezione di Verbania, Assoutenti, Codici e Confconsumatori, chi non ha presentato querela o chi ha già avuto un ristoro raggiungendo una transazione con gli istituti di credito. «Appare ingiusta la decisione del Gup di escludere come parti civili coloro che non avevano presentato denuncia o querela, infatti la parte civile è il danneggiato e non la persona offesa», interviene Camilla Cusumano, avvocato dello studio Legals, con delega Adusbef.

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