2 Luglio 2017

Banche venete, battaglie legali

Consumatori all’ attacco del decreto che salva le banche venete e prepensiona 3874 dipendenti di Popolare Vicenza, Veneto Banca e del gruppo Intesa Sanpaolo (tra i 2500 e i 3mila addetti). «Sono scandalizzato, lo Stato paga 330mila euro per mandare in pensione ogni bancario – osserva Franco Conte, presidente del Codacons Veneto -. Confido che si possa anche fare qualcosa per i vecchi azionisti che non hanno aderito alle transazioni e che i 70mila che lo hanno fatto siano messi in sicurezza senza il pericolo di subire revocatorie e anche di dover pagare le tasse. Il Parlamento ci deve mettere una pezza in sede di conversione del decreto». L’ Europa però è rigida. «Ma gli azionisti di BpVi e Veneto Banca non sono speculatori ma risparmiatori – ricorda Conte – gente che ha comprato le azioni perché gli sono state contrabbandate come sicure, come confermerà anche la commissione d’ inchiesta del Parlamento. E la stessa commissaria Ue Vestager ha ricordato che si possono compensare i clienti nei casi di vendita abusiva. Uno stop sarebbe un autogol per il governo e la stessa Intesa Sanpaolo». Barbara Puschiasis, presidente di Federconsumatori Friuli Venezia Giulia, è meno ottimista: «Intesa dovrebbe varare un fondo per i rimborsi per i clienti azionisti truffati, altrimenti il nostro consiglio sarà di cambiare banca. Per gli azionisti disagiati ci si dovrà invece rivolgere alle bad bank. Veneto Banca ha deciso una proroga delle domande, per Pop Vicenza c’ è ancora incertezza, e i tempi stringono: il 7 luglio è la data ultima per presentare le domande per accedere ai 30 milioni di rimborso. E per BpVi i criteri per i rimborsi sono troppo stretti. Per tutti gli altri azionisti che non hanno aderito alla transazione consiglio di chiedere l’ ammissione al passivo della liquidazione, il termine scade a fine agosto». Anche per gli bondisti subordinati la nebbia è fitta: «Non si sanno i tempi per il loro rimborso, ci sono limiti reddituali o patrimoniali come quelli previsti per le 4 vecchie banche fallite a fine 2015? – chiede la Puschiasis -. Altro problema: la richiesta di rimborso al fondo di solidarietà deve essere fatta entro il 30 settembre, ma le bad bank hanno 90 giorni di tempo per darti i documenti. Serve un posticipo». E gli arbitrati? «Contro le due ex banche non possono essere più promossi, le bad bank non sono più intermediari operativi». L’ avvocato Massimiliano Campeis apre un altro fronte: «Per chi ha ricevuto finanziamenti per comprare azioni si potrà opporre l’ annullamento del contratto e il rimborso integrale». Ma sempre alle bad bank. © riproduzione riservata.
maurizio crema

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this