Banche, un colpo di freno ai prestiti
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fonte:
- La Stampa
Arrivano dati contraddittori sull’ attività delle banche italiane e sul loro stato di salute. C’ è un rallentamento (ma non una diminuzione) nei prestiti alle famiglie e alle aziende da parte degli istituti di credito, però nel frattempo tornano ad aumentare i depositi da parte dei correntisti (che nei mesi scorsi la crisi aveva spaventato) e vola la raccolta bancaria sul mercato. In calo il tasso di crescita delle sofferenze (cioè dei crediti con persone o imprese che non riescono a ripagarli). La fotografia aggiornata a febbraio compare nel supplemento della Banca d’ Italia al bollettino statistico sugli indicatori monetari e finanziari. Risulta che nel mese i prestiti alle famiglie e alle aziende hanno segnato +1,3% rispetto al febbraio del 2011, in frenata rispetto al +1,7% di gennaio; di per sé la crescita dell’ 1,3% è un dato positivo, ma corrisponde anche al tasso minimo da almeno un anno. Il dato è già stato corretto per tener conto delle cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari. Il rallentamento viene spiegato principalmente con la diminuzione del tasso di crescita dei prestiti alle società non finanziarie (+0,9% rispetto al +1,4% di gennaio) mentre il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie si riduce di poco dal +3,1% di gennaio al +2,7% di febbraio. Sempre a febbraio i tassi d’ interesse sui nuovi prestiti erogati alle società non finanziarie sono diminuiti al 3,80% (dal 4,06% di gennaio). Vira in positivo la raccolta del settore privato (+0,5%), dopo 4 mesi di rosso. In particolare a gennaio c’ era stato un -0,7%. Ha compiuto un balzo la raccolta tramite l’ emissione di obbligazioni sul mercato, con un +17,7% rispetto al febbraio 2011, in crescita rispetto al già brillante +16,4% del mese precedente. Gran volata della massa di bond detenuti dalle banche (+71,2%), fra cui rientrano le obbligazioni garantite dallo Stato come previsto dal decreto legge di dicembre. In positivo si nota che a febbraio le sofferenze bancarie pur continuando a crescere lo fanno a ritmo più blando: il tasso di crescita sui dodici mesi è diminuito al 16,6% (dal 17,9% di gennaio). Una cosa che fa arrabbiare le associazioni di consumatori è il rincaro dei mutui casa. Il rapporto della Banca d’ Italia riferisce che «i tassi d’ interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui mutui per l’ acquisto di abitazioni erogati nel mese di febbraio alle famiglie sono aumentati lievemente al 4,61% dal 4,55% del mese precedente, mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono aumentati al 10,10% dal 9,91% di gennaio. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono pari all’ 1,19% (1,16% a gennaio)». Da parte dei consumatori valga per tutte la reazione del Codacons. «È incredibile la faccia tosta delle banche, che ormai non hanno più il comune senso del pudore» dice una nota. «Nonostante calino le sofferenze bancarie dal 17,9% di gennaio al 16,6% di febbraio, nonostante si siano “bevute” centinaia di miliardi della Banca centrale europea, proseguono imperterrite non solo a non restituire un euro alle imprese e alle famiglie, frenando i prestiti, ma a speculare allegramente sui tassi di interesse. È incredibile che Monti abbia fatto il Robin Hood al contrario, varando un decreto che ha annullato la sacrosanta norma che azzerava le illegali commissioni bancarie». Infine il rapporto aggiorna il conto dei finanziamenti alle banche italiane da parte della Banca centrale europea: a marzo sono saliti a oltre 270 miliardi di euro dai 194,8 miliardi di febbraio. Torna positiva la raccolta (+17,7% per le obbligazioni in dodici mesi) Gli interessi sui mutui salgono al 4,61% Il Codacons accusa: «Faccia tosta incredibile»
luigi grassia
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