1 Maggio 2016

Banche, sul decreto scettici i comitati preoccupati i sindacati

Banche, sul decreto scettici i comitati preoccupati i sindacati

Ancona Anche dalle Marche il decreto banche non sembra avere trovato proseliti: i sindacati nazionali sono preoccupati per le ricadute occupazionali e i comitati vittime del salva banche esprimono la propria perplessità. Ma c’ è anche chi, come la Fisac-Cgil apprezza il provvedimento del Governo per salvaguardare i risparmiatori. L’ opposizione va invece decisamente all’ attacco. «Il decreto per i rimborsi dei risparmiatori delle quattro banche, anche se dovremo fare una maggiore e più approfondita analisi delle norme, ci lascia francamente insoddisfatti», dichiarano Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federcondumatori). «Non condividiamo proprio per nulla, sia la definizione di un tetto a risarcimenti che per loro natura qualora come noi riteniamo fossero a fronte di raggiri e truffe, non può ne deve essere definito e sia l’ altra importante questione di collegare gli andamenti conciliativi e di ristoro a parametri di reddito del risparmiatore colpito». E quindi avanti con le vertenze legali. Protesta anche il Codacons che annuncia nuove mobilitazioni contro il decreto varato ieri «che prevede inaccettabili rimborsi parziali per gli obbligazionisti coinvolti nel salvataggio delle 4 banche». «Il nostro ufficio legale – spiega il presidente Carlo Rienzi – sta già lavorando per impugnare il provvedimento al Tar e portarlo in Corte Costituzionale». Troppo bassa la soglia di 35.000 euro. – afferma Massimiliano Dona, segretario dell’ Unc – Il problema non è tanto, il doppio binario, fatto anche per evitare intromissioni europee, quanto la sostanza, ossia l’ entità del rimborso«. Anche il Comitato vittime del salva banche esprime non poche perplessità: «Ad una prima analisi del decreto, come purtroppo ci aspettavamo, troviamo aspetti fortemente negativi, come la completa esclusione di una parte dei risparmiatori che consideriamo inaccettabile. Possiamo condividere la precedenza nel ristoro immediato alle cosiddette fasce deboli, ma quello che non capiamo invece è, come mai essendo stato tolto il tetto, si parla solo di un 80% massimo e non dell’ intera somma persa». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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