Banche, Stato pronto a rimborsare
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fonte:
- Il Secolo XIX
ROMA. C’ è chi presenta espo sti alle procure (Forza Italia Marche), chi annuncia il tra sferimento dei propri fondi altrove (un sedicente comita to di «Vittime del salva ban che»). Il Codacons promette a prescindere ricorsi al Tar «contro qualunque rimborso parziale di azioni e obbliga zioni». Il Consiglio comunale di Arezzo (ad eccezione del Pd) ha organizzato una mani festazione a difesa dei rispar miatori traditi. L’ apertura del governo al rimborso degli ob bligazionisti colpiti dal de creto salva banche si sta tra sformando rapidamente in un boomerang. Afferrarlo senza conseguenze sarà diffi cile. Da un lato c’ è la ragion poli tica che spinge il governo a farsi carico del problema, dal l’ altro le regole europee: dal primo luglio 2014 la Com missione tratta queste inizia tive alla stregua di aiuti di Sta to. «I titolari dei bond subor dinati erano informati dei ri schi che correvano» ricordava qualche giorno fa il presidente della Consob Giu seppe Vegas. Vero è che i do cumenti informativi imposti dalla direttiva Mifid non sono il massimo della chiarezza. Ed è vero che molti rispar miatori sono stati indotti a sottoscrivere titoli della pro pria banca in cambio di con dizioni di favore per prestiti e conti correnti. Ma quelle ob bligazioni hanno spesso ga rantito rendimenti piuttosto alti. Non solo, il tempo per ac corgersi di quanto stava acca dendo molti l’ hanno avuto: le quattro banche virtualmente fallite (Banca Etruria, Cassa Marche, CariChieti e CariFer rara) prima di finire all’ asta sono state commissariate per mesi (Etruria) o addirittura per anni, come CariFerrara. Fonti di governo ora ipotiz zano una soluzione nella leg ge di Stabilità che prevede rebbe il rimborso di un terzo dei risparmi andati in fumo ai piccoli obbligazionisti, cento dei circa 300 350 milioni sui 700 complessivi. Si tratta dei titoli meno speculativi e con i rendimenti più bassi: una delle ipotesi è di introdurre anche una soglia di accesso ai rimborsi. Il Tesoro propone di farsi carico di un terzo del l’ ammontare, il sistema delle banche dovrebbe pagare gli altri due terzi. Le banche, che già si stanno facendo carico degli anticipi per il salvatag gio delle quattro in crisi, spin gono perché il governo Eu ropa permettendo suddivi da l’ onere al 50 per cento. In ogni caso il Tesoro non sem bra intenzionato a mettere a disposizione più di 50 milioni di euro. Il rischio sarà nel pre cedente: secondo le stime di Consultique le obbligazioni potenzialmente azzerabili in caso di fallimento valgono 60 miliardi di euro. E dal primo gennaio 2016, quando le nuo ve regole dell’ Unione banca ria saranno pienamente in vi gore, i costi di un fallimento potranno essere anche a cari co degli altri obbligazionisti e dei correntisti con depositi superiori ai centomila euro.
alessandro barbera, paolo baroni
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