5 Aprile 2006

Banche sotto tiro dell`antitrust

La nuova legge sul risparmio, approvata a furor di popolo per consentire l`uscita di Antonio Fazio da Bankitalia, sta producendo effetti inattesi; forse persino indesiderati. Per diminuire il potere del governatore, infatti, si è deciso di trasferire alcune competenze da Bankitalia all`Antitrust. E qui hanno cominciato a fiorire le sorprese. Come quella di ieri. Con una nota, l`authority guidata da Antonio Catricalà ha comunicato di aver aperto un`istruttoria nei confronti dell`Abi (la potente associazione delle banche italiane) e di Co.Ge.Ban., la convenzione che gestisce il marchio bancomat. L“`ipotesi di reato“ è che le banche e Co. Ge. Ban. avrebbero costruito un`intesa restrittiva della concorrenza sulle tariffe del prelievo di contanti tramite bancomat, appunto. Ma sotto esame sono anche la domiciliazione bancaria del pagamento delle bollette e il Riba (ricevuta bancaria elettronica). L`oggetto del contendere, a voler essere precisi, è “la fissazione collettiva a livello associativo del valore massimo delle commissioni interbancarie“; ovvero il fatto che per le transazioni da una banca all`altra sia stata fissata una tariffa unica. Questo – secondo gli assiomi liberisti che l`authority difende e propugna, ma in questo caso anche secondo il buon senso – “potrebbe limitare gli spazi di autonomia decisionale delle banche nelle politiche di prezzo finali alla clientela“. La “determinazione centralizzata di questi valori“, infatti, “si configura come intesa di prezzo per servizi“ che, grazie alla loro notevole diffusione, “rappresentano una componente di costo e ricavo importante per il sistema“. La Banca d`Italia aveva autorizzato questo tipo di accordi fino al luglio 2005, grazie a una legislazione vigente solo qui da noi che consentiva la deroga temporanea alle intese restrittive della concorrenza. Quello che Fazio riteneva buono, però, sembra pessimo all`antitrust. Che non ha dovuto neppure fare un`indagine, visto che l`Abi stessa aveva presentato una nuova richiesta di autorizzazione (e quindi di deroga); solo che il fascicolo è finito in queste altre mani. Canta moderatamente vittoria il Codacons che, come altre associazioni dei consumatori, aveva da tempo messo sotto accusa diverse pratiche similari divenute “normali“ per le banche.“Forse la fine della tirannia degli istituti di credito si sta davvero avvicinando e si potrà finalmente fare chiarezza su come vengono realmente determinate le tariffe bancarie, Ci aspettiamo dall`istruttoria una diminuzione dei costi dei servizi bancari a carico degli utenti. E` intollerabile, infatti, che un prelievo bancomat su un altro istituto costi in Italia mediamente 2 euro, mentre all`estero, per la stessa operazione, bastano appena 12 centesimi“. L`Abi mantiene un profilo molto baso, assicurando “massima collaborazione“ con l`antitrust, ma ricordando anche come queste operazioni siano “un`attività essenziale per il funzionamento del sistema bancario e del sistema dei pagamenti“. Così essenziale da permetter loro di “tosare“ i clienti senza troppo sforzo.

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