Banche «salve» con un ddl Resta la tensione con l’ Abi Modifica in arrivo: commissioni nulle solo se non c’ è trasparenza
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fonte:
- Avvenire
Banche «salve» con un ddl Resta la tensione con l’ Abi Modifica in arrivo: commissioni nulle solo se non c’ è trasparenza
DA ROMA NICOLA PINI A rriva la norma ‘salva-banche’. Anche se non è ancora chiaro su quale veicolo viaggerà. Potrebbe essere un emendamento al decreto legge sulle semplificazioni o più probabilmente un mini disegno di legge autonomo, sottoscritto dai gruppi parlamentari che sostengono il governo, a correggere la misura varata tra le polemiche la scorsa settimana dal Senato nell’ ambito del ‘pacchetto ‘ liberalizzazioni. Il nuovo testo predisposto in Commissione prevede che le commissioni bancarie siano nulle ma solo se l’ istituto di credito non rispetta le norme di trasparenza fissate dal Cicr (Comitato interministeriale per il credito e risparmio). Il vecchio testo invece azzerava indistintamente tutte le commissioni bancarie sui crediti e aveva provocato un terremoto, con i vertici dell’ Associazione bancaria italiana che avevano deciso di dimettersi per protesta. Ma proprio il tenore della reazione dell’ Abi, giudicato arrogante, ha provocato irritazione nel mondo politico, specie nel Pdl. Da qui l’ invito al governo a far pressioni sulla Associazione bancaria, perché compia un gesto distensivo e permetta al Parlamento di correggere la norma del decreto liberalizzazioni senza dare l’ impressione di legiferare sotto ricatto. «I vertici dell’ Abi ritirino le loro dimissioni perché sono un grande errore », ha avvertito il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. Mercoledì della prossima settimana il Comitato esecutivo dell’ Abi dovrebbe compiere il passo respingendo le dimissioni del presidente Giuseppe Mussari. I partiti che sostengono il governo si sono mossi già da qualche giorno per intervenire. Ma oltre alla tensione con i banchieri sono emerse difficoltà procedurali. Il modo più lineare per risolvere la questione sarebbe un emendamento allo stesso decreto Liberalizzazioni durante il passaggio alla Camera. Ma l’ aula di Montecitorio concluderà l’ esame il 22 marzo, e il decreto scade il 24: in due giorni occorrerebbe chiudere la terza lettura in Senato. Tempi stretti, con il timore che se a Montecitorio si apre a questa modifica, poi i deputati ne introducano altre. Di qui l’ ipotesi di inserire l’ emendamento nel decreto Semplificazioni, che è ora alla Camera e che deve passare ancora a Palazzo Madama. Verrebbe approvato però qualche giorno dopo il dl liberalizzazioni; e questo creerebbe qualche problema nei contratti delle banche. Ma soprattutto c’ è l’ incognita dell’ inammissibilità dell’ emendamento per estraneità di materia al dl semplificazioni. Così è nato il «piano B»: un disegno di legge di iniziativa parlamentare «bipartisan», di un solo articolo, appoggiato da tutti i gruppi che sostengono il governo, che avrebbe una corsia preferenziale nei due rami del Parlamento. Potrebbe viaggiare autonomamente ed essere approvato in concomitanza con il dl liberalizzazioni. O magari successivamente, per mantenere sotto pressione il mondo bancario. Si vedrà nei prossimi giorni. La marcia indietro annunciata dalla maggioranza intanto già provoca la reazione dell’ Idv, che parla di «presa in giro e la protesta dei consumatori: secondo il Codacons l’ emendamento annunciato «rappresenta l’ ennesima sconcertante vittoria delle lobby a danno dei cittadini », e la «resa di governo e Parlamento allo strapotere degli istituti di credito, dimostrando che nulla è cambiato». In mattinata era intervenuto il presidente del Senato Renato Schifani, dopo i rimpalli di responsabilità tra i partiti a seguito della norma che ora si vuole correggere. L’ emendamento «è stato votato alla luce del sole, senza nessun errore nella sua interezza da molte forze politiche», ha ammonito Schifani, e «se ora quelle forze politiche hanno cambiato idea se ne assumano la responsabilità e lo cambino». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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