Banche, rimborsi diretti solo ai casi sociali
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fonte:
- Corriere del Veneto
cambia il fondo indennizzo: ristori subito agli isee fino a 35 mila euro. per gli altri si valuta caso per caso
VENEZIA Nei giorni scorsi i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, avevano rilanciato l’ ultimatum al ministro dell’ Economia, Giovanni Tria, annunciando che se non avesse firmato entro questa settimana il decreto attuativo per avviare il fondo di indennizzo per i risparmiatori traditi dai crac bancari ci avrebbero pensato loro. Minaccia, da quel che emerge, che Tria ha schivato con un rilancio. Niente decreti attuativi, ma un passaggio attraverso il decreto Crescita che approderà in consiglio dei ministri martedì; un provvedimento di carattere legislativo, che ha lo scopo di correggere la formulazione del Fondo nella versione finita a fine 2018 nella legge di Bilancio. Evidentemente la trattativa per il via libera dall’ Europa ha partorito modifiche in contrasto con lo schema precedente, tali da rendere impossibile il semplice decreto attuativo. Dalle indiscrezioni che emergono, la modifica di maggior rilievo sta soprattutto nel raddoppio del binario i rimborso. A quello automatico (probabilmente sempre con lo schema del 30% di rimborso con un tetto di centomila euro) potranno accedere solo i risparmiatori che abbiano un reddito familiare Isee fino a 35 mila euro e un patrimonio mobiliare inferiore a centomila. Le richieste degli altri, invece, dovranno passare il setaccio caso per caso della commissione tecnica dei nove che sarà istituita dal ministero dell’ Economia, in cui siederanno magistrati, avvocati dello Stato ed ex arbitri bancari e finanziari. Una composizione, insomma, che aumenta il tasso tecnico della commissione, facendo in qualche modo rientrare dalla finestra la valutazione caso per caso della vendita fraudolenta delle azioni chiesta dall’ Unione europea e ribadita dalla commissaria Margrethe Vestager a inizio mese a Roma, per dare il via libera alla norma. Criterio che, come sempre, irrita alcuni e soddisfa altri. «Impostazione iniqua e inopportuna – dice Andrea Arman, leader del coordinamento ‘Don Torta’, tra i fautori del fondo nella versione finale accolta dalla Finanziaria – finalizzata a dividere il fronte dei risparmiatori. C’ è questa assurda e demagogica impostazione secondo cui i poveri sono meglio dei ricchi; mentre quando si è imbrogliati si è tutti imbrogliati allo stesso modo». «Attendiamo i testi per un giudizio – dice con cautela Luigi Ugone, di Noi che credevamo nella Bpvi -. Spero non facciano rientrare il misselling: sarebbe un passo indietro. Un problema per noi, un autogol per loro». «Facciano quel che vogliono, purché lo facciano – commenta invece Patrizio Miatello, che guida l’ associazione Ezzelino da Onara, schierata sull’ altro fronte. Pur se una corsia privilegiata per i redditi inferiori non è giudicata sbagliata: «Il problema di tanti è di veder alleggerite le difficoltà che durano da troppi anni». Pollice in alto anche per Franco Conte, presidente di Codacons del Veneto: «Si recupera il concetto della necessità di un arbitro: inconcepibile pensare ad un risarcimento che prescinde dalla dimostrazione del danno. Va infine benissimo un’ immediata erogazione sociale: sono convinto che entro il 2019 questo capitolo dei risarcimenti sarà in larga misura esaurito». Sul fronte politico, critiche arrivano ovviamente dalle opposizioni. Per Andrea Ferrazzi del Pd, «siamo al vergognoso balletto fra Salvini e Di Maio. Hanno voluto rifare la legge e adesso occorre ripartire da zero». «Il testo nato al Senato in fretta e furia era sbagliato – rileva Pierantonio Zanettin, deputato di Fi – e nonostante Salvini e Di Maio avessero detto il 9 febbraio a Vicenza ‘ce ne freghiamo dell’ Europa’ hanno dovuto tornare indietro. E i tempi si allungano ancora».
gianni favero
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