20 Aprile 2003

«Banche, Rc auto e trasporti: spesa più cara di 2.100 euro»

«Banche, Rc auto e trasporti: spesa più cara di 2.100 euro»


Sui biglietti nazionali dell?Alitalia ritocco del 3%


ROMA – Frenano i consumi e crescono i prezzi. Mentre dalla Relazione generale del Tesoro sulla situazione generale del Paese emerge che la spesa delle famiglie nel 2002 è cresciuta del 3,4% e quasi tutta per colpa del costo della vita, il movimento dei consumatori lancia l?allarme. E, fatti due conti aggiornati con i dati della trimestrale di cassa resa nota l?altro giorno dal ministro Giulio Tremonti, denuncia che «i redditi delle famiglie dal primo gennaio del 2002 sono stati falcidiati di 2.109 euro». Dalla partenza della moneta unica, sono stati 16 mesi terribili, che hanno visto aumenti medi per le famiglie di 1.505 euro nel 2002 e di ben 604 nei primi quattro mesi di quest?anno. L?Intesa, che associa la Federconsumatori, l?Adoc, l?Adusbef e il Codacons, va nel dettaglio del caro-spesa denunciando che la Rc auto («dopo essere cresciuta nel 2001 e 2002 del 21,8%, cioè da quando Antonio Marzano è ministro delle Attività produttive») dal primo gennaio del 2003 ha messo a segno un ulteriore rincaro medio di 85 euro. «I dati che emergono dalla relazione del ministero del Tesoro – afferma Rosario Trefiletti, per la Federconsumatori – confermano i nostri timori cioè che l?inflazione reale è più alta di quella ufficiale dell?Istat e che sull?assicurazione Rc auto il ministro Marzano ci deve rimettere mano, non si può andare avanti così».
Il movimento dei consumatori rileva anche come la benzina in 14 mesi sia lievitata del 10% e che dal primo gennaio la luce e il gas pesino 26 euro in più, una voce questa destinata a peggiorare visto «che le ultime decisioni in merito agli stranded cost e all?abolizione dell?acquirente unico faranno aumentare i costi energetici per 110 euro». L?Intesa rilancia poi con forza le proprie proposte di defiscalizzare i carburanti e di ridurre l?Iva sul gas. «Se fossero state accolte – si legge nel documento redatto ieri – ci sarebbero stati risparmi del costo del pieno di benzina per 96 euro all?anno e di 87 per il gas, in tutto un beneficio di 259 euro annui visto che andrebbe contabilizzato anche un minor impatto sull?inflazione valutato 76 euro».
Altre voci di aumento contabilizzate dai consumatori in questo primo scorcio d?anno (a cui andrà aggiunto un più 3% sulle tariffe nazionali Alitalia scattato dal 10 di aprile) riguardano le tariffe postali e bancarie per 50 euro, i consumi alimentari per 92 euro, ticket medicinali per 24, tasse per i rifiuti e bollette per l?acqua per 39 euro. Nel documento realizzato dai tecnici del ministero del Tesoro che accompagna la trimestrale di cassa, la famiglia italiana ha speso nel corso del 2002 in tutto 752 miliardi di euro, il 3,4% più dell?anno precedente. Il 3% dovuto all?aumento dei prezzi, e quindi dell?inflazione che si dimostra così più alta di quella dell?Istat fissata su base annua al 2,5%.
Lo 0,4% è la spesa dovuta al rialzo dei consumi nel loro complesso ma, se l?indagine si restringe al territorio nazionale escludendo le spese fatte all?estero, si registra addirittura un calo dello 0,1%. Le voci che sono cresciute di più sono quelle relative all?abitazione (»4,3%, ma gli affitti crescono del 5,1%), della sanità (»6,5%) e delle assicurazioni che hanno registrato un vero e proprio boom pari all?11,9%.
Un terzo della spesa complessiva gli italiani l?hanno dedicata all?abitazione (con oneri accessori come energia e acqua) e agli alimentari. Alberghi e ristoranti sono aumentati del 4% mentre le vacanze organizzate appena dell?1,7%. Tagli vistosi agli acquisti di televisori, computer e hi-fi (diminuiti dell?1,2%) e sforbiciata pesante per libri e giornali la cui spesa è diminuita del 3,2%.


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