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14 Giugno 2016

Banche, più sofferenze ad aprile

Banche, più sofferenze ad aprile

Gli impieghi delle banche italiane a famiglie e imprese hanno avuto una variazione su base annua vicina a zero a maggio, mentre ad aprile sono continuate a salire le sofferenze nette. Secondo l’ultimo rapporto mensile dell’Abi, a maggio l’ammontare degli impieghi erogati alla clientela si è attestato a 1.817 miliardi di euro, +0,26% annuo, la prima variazione positiva da febbraio.
Il complesso dei prestiti è risultato nettamente superiore rispetto alla raccolta bancaria, pari a maggio a 1.679,3 miliardi di euro e ancora in calo (-1,1% anno su anno), un trend che si osserva ininterrotto da novembre. “Continua la divaricazione tra le scelte di allocazione del risparmio, verso il breve termine rispetto al medio termine”, ha osservato il vice direttore generale dell’Abi, Gianfranco Torriero.
In particolare, nell’ultimo mese analizzato dall’associazione, i tradizionali depositi bancari sono aumentati del 3,5% (+45 miliardi la variazione assoluta su base annua) a 1.328.6 miliardi, mentre la raccolta a medio-lungo termine, vale a dire le obbligazioni, è diminuita del 15,4% a 350,7 miliardi. Come emerge sempre dal bollettino mensile dell’Abi, il totale dei finanziamenti a famiglie e imprese, pari a 1.405,5 miliardi, ha registrato una variazione prossima allo zero, -0,04% rispetto a maggio 2015, in miglioramento rispetto al -0,5% registrato il mese precedente e decisamente migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando il dato aveva raggiunto il picco negativo ed è ritornato sui valori di aprile 2012.
Inoltre, sulla base degli ultimi dati ufficiali disponibili, relativi ad aprile, l’ammontare complessivo dei mutui in essere delle famiglie ha registrato un variazione positiva di +1,4% nei confronti di fine aprile 2015, un dato, ha sottolineato l’Abi, che conferma la ripresa del mercato dei mutui. Lo scorso mese sono risultati ancora ai minimi i tassi per nuovi mutui e finanziamento alle imprese. Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,24%, nuovo minimo storico (circa i due terzi sono mutui a tasso fisso). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari all’1,82%, sempre nuovo minimo storico.
Quanto alle sofferenze nette a fine aprile sono salite a 84 miliardi di euro da 83,1 miliardi di marzo. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono aumentate del 2%, in decelerazione rispetto al +5,3% di fine 2015. In rapporto agli impieghi, le sofferenze nette sono al 4,67%, in crescita dal 4,58% di marzo e dal 4,56% di aprile 2015.
I dati sulla ripresa dei prestiti a imprese e famiglie a maggio diffusi dall’Abi sono per il Codacons una “goccia nel mare, del tutto inadeguati a recuperare l’enorme gap con il passato”. Sul fronte di prestiti e mutui “siamo ancora lontanissimi dal tornare ai livelli pre-crisi”, ha spiegato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ricordando che da agosto 2011 ad agosto 2014 i prestiti bancari alle imprese sono diminuiti di 89 miliardi di euro.
“Ancora peggio il settore dei mutui”, ha aggiunto Rienzi, “dove in 7 anni i finanziamenti concessi dalle banche per l’acquisto di una abitazione sono crollati del 72%, con una contrazione superiore ai 45 miliardi di euro”. Per il Codacons, quindi, “di fronte a questi dati catastrofici, i numeri dell’Abi appaiono poca cosa, perché dimostrano quanto sia ancora lunga la strada per colmare il gap con il passato, mentre migliaia di attività sono costrette ogni anno a chiudere i battenti perché non ricevono credito dalle banche”.
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