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15 Giugno 2016

Banche, mutui ancora su grazie ai tassi a nuovi minimi

Banche, mutui ancora su grazie ai tassi a nuovi minimi
abi: il costo medio dei finanziamenti per le abitazioni è sceso al 2,24% in crescita (1,4%) lo stock dei prestiti

COMPRAVENDITE ROMA L’ effetto Bce si fa sentire sui prestiti. Anche perché le manovre di Francoforte si trovano a sfruttare una fase eccezionale di correzione dei prezzi delle abitazioni. Dunque, i mutui a super-sconto hanno spinto ancora a maggio le nuove firme sui prestiti-casa, con tanto di compravendite realizzate. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ Abi, infatti, a maggio i tassi di interesse sui prestiti sono scesi ancora, con il tasso medio sui nuovi mutui per l’ acquisto di abitazioni fotografato al 2,24%, «il nuovo minimo storico contro il 2,29% del mese precedente e oltre il doppio (5,72%) di fine 2007». Sul totale delle nuove erogazioni, circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. E in particolare, nell’ ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari al 61,3%. In crescita anche il valore complessivo dei mutui, saliti ad aprile dell’ 1,4% rispetto allo stesso mese del 2015. Un dato che «conferma la ripresa del mercato dei mutui», dice a chiare lettere l’ Abi. Ma sono anche altri i segnali positivi, seppure lievi, nonostante il clima di affanno che si respira ancora nelle banche. Il mese scorso si è ridotto leggermente anche il calo dei prestiti a famiglie e imprese: a maggio, secondo il rapporto mensile Abi, sono scesi su base annua dello 0,04% a 1.405,5 miliardi contro lo 0,5% registrato ad aprile. Quanto al totale dei prestiti a residenti in Italia (settore privato più Amministrazioni pubbliche) ha toccato quota 1.817,6 miliardi, segnando un incremento annuo pari al +0,3% , rispetto alla limatura dello 0,2% registrata il mese precedente. Troppo poco per le associazioni dei consumatori che guardano ai segnali di ripresa dei prestiti come «una goccia nel mare, del tutto inadeguata a recuperare l’ enorme gap con il passato», dice una nota del Codacons. CREDITI MALATI L’ altra faccia della medaglia, nell’ era dei tassi a zero, parla però di margini di intermediazione sempre più risicati nei conti delle banche. Ma anche di conti da rifare per i risparmi delle famiglie. Secondo la Bce, infatti, il crollo dei tassi ha compresso gli interessi sui debiti delle famiglie, ma anche quelli attivì sui loro risparmi. Con effetti più negativi sui bilanci delle famiglie italiane, relativamente meno indebitate con più asset in grado di generare interessi, e invece più positivi per spagnole, più indebitate e con un’ alta frazione di mutui indicizzati ai tassi. Passando al tema dei crediti malati, questo rimane un punto dolente per gli istituti di credito. Le sofferenze bancarie al netto delle svalutazioni, ad aprile, sono risultate pari a circa 84 miliardi, in aumento rispetto agli 83,1 miliardi del mese precedente. Sullo stesso mese dell’ anno precedente, secondo l’ Abi, le stesse sofferenze sono aumentate di circa 1,7 miliardi (2% l’ incremento annuo, in decelerazione sul 5,3% registrato a fine 2015). Il rapporto sofferenze nette/impieghi totali si è collocato invece al 4,67%, contro il 4,58% del marzo 2016 e il 4,56% di aprile 2015. R. Amo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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