12 Maggio 2019

Banche, indennizzi domani in Gazzetta Alle associazioni restano ancora i dubbi

 

Roberta Paolinipadova. L’ Odissea del rimborso ai risparmiatori è finita. Venerdì sera con una nota il sottosegretario al Mef Alessio Villarosa ha reso ufficiale la firma del decreto attuativo del Fondo Indennizzo da 1,5 miliardi per i cosiddetti truffati delle banche venete. Il testo dovrebbe andare in Gazzetta domani 13 di Maggio. Ieri circolava una versione del testo dove erano dettagliate le modalità operative, tra cui che entro 20 giorni dalla pubblicazione del testo Consap metterà punto una piattaforma web apposita, dove si potranno trovare tutte le informazioni, dalla documentazione da raccogliere alle modalità per fare la domanda di indennizzo. Lo strumento web sarà dotato anche di un sistema interattivo di ricezione e risposta alle questioni provenienti dal pubblico. Entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto la piattaforma consentirà agli utenti di procedere alla presentazione formale dell’ istanza e dei documenti. La data di decorrenza del termine di centottanta giorni per la presentazione delle domande di indennizzo sarà stabilita invece con apposito decreto. Quindi per la partenza vera e propria dei rimborsi saranno necessari ancora alcuni passaggi formali, ma la strada si fa in discesa. Il decreto attuativo regola le modalità di accesso al doppio binario (la linea di Tria quindi) confermando un indennizzo automatico per le persone fisiche con reddito sotto i 35 mila euro e patrimonio mobiliare inferire a 100 mila euro. Per tutti gli altri ci sarà la Commissione TecnicaOra che però il fondo c’ è, alcune associazioni vorrebbero delle variazioni. Il nuovo scoglio si chiama indennizzo forfettario. In effetti l’ Europa tra gli aspetti che aveva segnalato non aveva chiesto espressamente nessun tetto al rimborso e quindi i risparmiatori ora vogliono riuscire ad ottenere che passi il concetto del riconoscimento del 100% del valore di acquisto. Il valore riconosciuto nella misura del 30% per gli azionisti (agli obbligazionisti va il 95%) «non deve rappresentare la pietra tombale del rimborso» ha spiegato Conte di Codacons. «Il testo istitutivo del Fir coordinato con l’ art. 36 Decreto Crescita – dice una nota del comitato “Ristoro100% danno ingiusto art. 47” con l’ assistenza tecnica di Adusbef e Codacons – chiude ad ogni prospettiva di ristoro oltre il 30 per cento e conferma un limite massimo di euro 100.00 rimborsabili». Ecco perché il comitato ha elaborato una proposta di emendamento che già ieri «Zanettin, di Forza Italia, Ferrazzi (Pd) e Calenda si sono impegnati a portare in Parlamento» precisano Conte e Fulvio Cavallari di Adusbef. La proposta emendativa ha l’ obiettivo di: «attuare con la massima sollecitudine l’ erogazione dell’ indennizzo massivo del 30% precisando che tale misura non può essere qualificata “forfettaria” e quindi una pietra tombale di ogni ulteriore rivendicazione». Inoltre chiede di «ripristinare un arbitro che valuta il mis-seling (vendita fraudolenta ndr) e riconosca il ristoro nella misura del 100%». Su questo punto è intervenuto anche Calenda in un incontro a Mestre: «la posizione del Pd è chiara: l’ indennizzo al 30% per gli azionisti non deve precludere il diritto di ricorrere in parallelo all’ arbitrato per misselling e consentire a chi ne ha diritto il ristoro integrale del danno ingiusto subito». «Apprendiamo la buona notizia della firma del Decreto attuativo – è la valutazione di Patrizio Miatello di Ezzelino III da Onara – Nonostante le tempistiche dell’ iter fossero previste a fine giugno, questa grande accelerazione segna un passo per alleviare e salvare centinaia di migliaia di risparmiatori vittime innocenti». Positiva l’ accoglienza di Luigi Ugone di Noi che credevamo nella Bpvi: «Nel testo ci sono alcune cose che avevamo chiesto e ci sono buone speranze che anche ai soci storici venga riconosciuto il ristoro. Per il resto siamo in attesa di sapere la risposta dell’ Europa sull’ innalzamento del tetto a 200 mila, cosa a cui teniamo particolarmente e che abbiamo promosso in Commissione Ue per far rientrare più risparmiatori possibili delle due venete». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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