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9 Luglio 2019

Banche, i risparmiatori rilanciano «Un’ ingiustizia con il fondo ristoro»

Il punto Renzo MazzaroCon cartelli e fischietti allestiranno un concerto sui generis stamattina sotto i palazzi della Regione. Scopo: informare il presidente Luca Zaia che il Fir, fondo di indennizzo per i risparmiatori truffati delle banche venete approvato dal governo di Lega e Cinquestelle, aggiunge un’ ingiustizia invece di sanare le precedenti. L’ odissea degli ex soci di Veneto Banca e Popolare di Vicenza continua. Sempre divisi tra di loro, naturalmente. Quando un’ associazione fa un passo in avanti, due lo fanno indietro. Avessero avuto dalla loro parte come coordinatore o almeno come sponsor uno che fa notizia come Luca Zaia, non saremmo a questo punto.Ma il presidente invece di “bucare il video” in Italia, l’ ha data buca ai risparmiatori della sua regione. La manifestazione di oggi è organizzata da Adusbef (Fulvio Cavallari), Codacons (Franco Conte) e Comitato ristoro 100% (Luigi Tolin), una assoluta minoranza sulle 17 sigle ammesse al contributo regionale per le spese legali nel 2017. Ma le loro posizioni sono in parte condivise anche da altri che non partecipano.il fondo indennizziNon ha risolto i problemi, come la maggioranza gialloverde fa ritenere. Neanche dei tempi: istituito con il decreto crescita (art.36) il Fir ha bisogno di tre misure applicative, di cui solo la prima che disciplina le domande è stata approvata. La seconda che nomina la commissione lo sarà a breve. Della terza che fissa i termini non c’ è ancora l’ idea. I pagamenti arriveranno solo a primavera 2020.La protestaLe tre associazioni “fischiettano” per denunciare: 1) i rimborsi limitati al «30% forfettario» sono un’ assurdità, se c’ è truffa va rimborsata al 100%; 2) non sono state considerate le obbligazioni convertibili tramutate in azioni a insaputa dei titolari, che avrebbero dovuto godere del 95% di rimborso; 3) quest’ ultimo è calcolato sul prezzo di acquisto delle azioni, escludendo la rivalutazione economica; 4) non si è voluto portare all’ 80% l’ indennizzo per i piccoli risparmiatori sotto i 50.000 euro di danno patito.Un giro tra le associazioni che non partecipano alla protesta di oggi, consente di cogliere convergenze e divergenze. don Torta«Moderatamente soddisfatto» il presidente Andrea Arman per l’ approvazione del fondo – motivi di bandiera, sintetizziamo – ma non gli vanno giù: 1) il rimborso al prezzo di acquisto delle azioni che penalizza i vecchi soci, invece di utilizzare la quotazione 2013-2014 del momento del danno; 2) la mancata rivalutazione economica, penalizzazione doppia per i vecchi soci; 3) quel «30% forfettario» in cui il termine «forfettario» ha l’ unico senso di complicare il recupero attraverso i processi del 70% che manca all’ appello. Arman arriva a dire che, se non si fosse preso un periodo di riposo, sarebbe a Venezia a protestare con Franco Conte.Noi che credevamo«Il Fir è assolutamente meglio del precedente decreto, sposta un miliardo e mezzo nel territorio, rimborsa tutte le persone fisiche senza l’ arbitro mentre la norma di prima pagava non si sa quanto e non si sa a chi perché lo decideva il giudice», mitraglia Luigi Ugone, presidente di “Noi che credevano nella Bpvi”. «Quanto al 30% non ci accontentiamo. Niente da spartire con chi protesta oggi».Ezzelino III«La manifestazione di oggi è sbagliata», dice Patrizio Miatello dell’ associazione “Ezzelino III da Onara” «bisogna partire con gli indennizzi, i risparmiatori ne hanno bisogno. Abbiamo già bloccato i pagamenti prima perché non si voleva l’ arbitro Anac indicato da Baretta, poi non si voleva l’ arbitro Consob indicato da Bitonci. Arman e Ugone si sono messi di traverso, dicendo che l’ Anac non era in grado di fare gli arbitrati, mentre invece ha pagato il 95% degli ex obbligazionisti delle banche del centro. La Consob ha liquidato i 560 risparmiatori del lodo, creando un precedente, oltre al fatto che il 4 settembre 2018 era strutturata per smaltire 50.000 pratiche all’ anno. Ci hanno fatto perdere un anno». CostiNon c’ è un arbitro per valutare le domande da presentare al fondo ma bisogna prepararle. L’ associazione di Ugone e quella di Miatello non prevedono spese, è tutto contenuto nella quota associativa. Non altrettanto il coordinamento don Torta, almeno per uno degli avvocati convenzionati, Paolo Polato, che chiede 400 euro a testa (cifra che include l’ avvio di un contenzioso con le società di revisione Kpmg e PwC). — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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