20 Maggio 2008

Banche, ecco le riforme ancora da compiere

Banche, ecco le riforme ancora da compiere
Mutui, conti correnti, ipoteche: privati e aziende attendono le liberalizzazioni del decreto Bersani

“Quasi nulla“. In due parole le associazioni dei consumatori sintetizzano il risultato delle liberalizzazioni promesse due anni fa dalla legge Bersani: un provvedimento che, ad oggi, è “praticamente lettera morta“, soprattutto in tema di rapporti fra banche e risparmiatori (privati e aziende). Qualche mese fa Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Adoc hanno alzato i toni: “Abbiamo ricevuto oltre 30.000 reclami contro gli istituti di credito su vari argomenti quali la penale sui mutui e la loro portabilità, la cancellazione dell`ipoteca e la simmetria dei tassi“. Numeri alla mano, 19.836 reclami hanno riguardato la simmetria dei tassi, 9.073 la portabilità dei mutui, 1.267 la cancellazione dell`ipoteca e 967 la penalità sui mutui. Adesso è tornato alla carica il neo-senatore Elio Lannutti (Italia dei valori) e attuale presidente dell`Adusbef: “Fino alla scorsa legislatura, i parlamentari italiani sono stati i maggiordomi dei banchieri. È tempo di cambiare atteggiamento“. Per i consumatori, sono tanti gli interventi che ancora sono rimasti incompiuti. Eccoli. SIMMETRIA DEI TASSI L`articolo 10 del decreto Bersani obbliga le banche a un adeguamento automatico dei tassi bancari, debitori e creditori. “Le banche“, spiega Elio Lannutti, “con le variazioni stabilite dalla Banca centrale europea hanno aumentato il costo del denaro sui mutui senza aumentare i tassi sui depositi, guadagnando a fine 2007 circa 6 miliardi di euro“. PORTABILITÀ DEI MUTUI Un buon numero di istituti non ha ancora applicato la portabilità del mutuo, ossia il trasferimento gratuito del prestito – come sancisce il decreto Bersani – da una banca all`altra. “A questo proposito“, sottolinea il leader dell`Adusbef, “abbiamo avviato una class action affinché le banche rimborsino i 150 mila mutuatari che hanno pagato per trasferire il finanziamento“. Di recente, contro le banche, si è messo anche l`Antitrust che ha acceso un faro su 10 banche italiane, accusate di “pratiche commerciali scorrette“ sul fronte portabilità. Molte, inoltre, le difficoltà per chi ha scelto la strada della rinegoziazione del mutuo con la stessa banca, per cercare di ottenere condizioni più favorevoli. Il decreto Bersani non prevede la rinegoziazione del mutuo. Ma i consumatori hanno rilevato che gli istituti “non mostrano interesse ad andare incontro alle esigenze dei clienti, ad esempio allungando la durata del mutuo, ma anzi chiedono costi per nuove istruttorie (800-1000 euro) e spese di perizie (700-800 euro)“. PENALI Situazione di stallo anche per lo sconto sulle penali da pagare per l`estinzione anticipata di un mutuo contratto prima del 2001, esteso a 3,5 milioni di mutuatari (secondo quanto previsto dopo una trattativa con l`Abi). “La norma non viene rispettata pienamente dalle banche“, sbotta Lannutti: “Non a caso, gli istituti applicano lo sconto solo dopo i reclami dei propri clienti“. IPOTECA E CONTI La legge Bersani prevede anche l`estinzione gratuita dell`ipoteca. “Purtroppo“, dice Lannutti, “viene ancora fatta pagare dalle banche, che chiedono dai 400 ai mille euro“. E lo stesso discorso vale per i costi di chiusura dei conti. “Sono stati sostituiti da oneri di liquidazione applicati anche trimestralmente o da maggiori spese, fino a 20 euro a trimestre, per l`invio dell`estratto conto“, tuona Lannutti. DERIVATI Ma nel mirino dei consumatori non c`è solo il decreto Bersani. Anche la legge di riforma del risparmio, approvata a settembre 2006, è stata in parte disattesa. “Si tratta di una misura nata per rendere più trasparenti i prodotti finanziari delle banche e delle assicurazioni“, conclude Lannutti. “Eppure migliaia di cittadini e di aziende continuano a essere truffati da derivati che non garantiscono dal rischio tassi“.

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