Banche, dopo gli stress test «il sistema è più credibile»
-
fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
soddisfazione
di abi e assopopolari. intesa san paolo: «noi, i più forti d’ europa»
ma il codacons avverte: «del tutto immotivato l’ ottimismo,
risparmiatori attenti»
di Andrea Di Stefano ROMA Incassata e metabolizzata la bocciatura di Mps agli stress test, il sistema del credito italiano rivendica il risultato positivo dell’ analisi effettuata dall’ European Banking Authority anche se molti nodi rimangono ancora da risolvere per considerare del tutto superata la crisi delle sofferenze. «La credibilità delle banche italiane è rafforzata, ma occorre che le istituzioni europee ed italiane lavorino ancora per realizzare più regole comuni per la corretta concorrenza per il mercato bancario», ha sostenuto ieri il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli. Gli stress test, ha sottolineato Patuelli, «sono stati un esercizio severo con assai improbabili scenari avversi e una impostazione sfavorevole in partenza verso le banche impegnate principalmente nei prestiti alla clientela (come le italiane) per le quali, per esempio, non sono stati conteggiati gli interessi relativi ai crediti deteriorati di ciascuna banca, nonostante le concrete probabilità di almeno parziali incassi di detti interessi. Ciò nonostante, il risultato complessivo per le banche europee è sostanzialmente soddisfacente, e pure per le banche italiane che escono dagli stress test per quattro meglio delle attese dei mercati e per una con l’ approvazione da parte della Bce di un importante piano di complessivo rafforzamento patrimoniale». Soddisfatta anche Assopopolari: «Dopo gli stress test, il cielo e’ più sereno: il sistema bancario italiano è sicuro. Le popolari, poi, hanno un coefficiente patrimoniale medio ben più alto di quello richiesto dalla legge», dice il presidente di Assopopolari, Corrado Sforza Fogliani, secondo cui «ora, però, anche l’ Ue deve darsi una regolata e non sconvolgere ancora, con propri provvedimenti, la fiducia degli italiani e i conti delle banche con normative dispendiose che ignorano sistematicamente anche il principio di proporzionalità, che è invece alla base dell’ Europa». Tra gli istituti rivendica la sua leadership a livello europeo l’ ad di Intesa San Paolo: «siamo i più forti in Europa tra le grandi banche in termini di solidità patrimoniale ed i nostri coefficienti superano ampiamente le richieste dei regolatori, anche nello scenario più avverso», ha commentato Carlo Messina. Unicredit ha fatto subito sapere che valuterà con la Bce, se servono modifiche al piano per il capitale. Unicredit, sulla base dei risultati dello stress test Eba che la colloca al 7,1%, lavorerà con il Single supervisory mechanism della Bce «per capire fino a che punto azioni manageriali credibili possano compensare parte dell’ impatto dello scenario avverso». Ma il coro dei soddisfatti si chiude qui perché dai consumatori arrivano, invece, pesanti bordate sia per i risultati generali degli stress test sia per il piano di salvataggio di Mps, che ieri ha ricevuto un via libera formale anche dalla commissione europea che ha definito «pienamente in linea con le regole Ue» quanto deciso dal Cda dell’ istituto. «Abi e il ministro dell’ Economia Padoan cantano vittoria dopo l’ esito degli stress test sulle banche italiane, ma i risparmiatori non si fanno prendere per i fondelli e non dimenticano che abbiamo la banca più disastrata d’ Europa ancora sub iudice e che dovrà ricorrere chissà a quali fondi per risanarsi», afferma il Codacons che definisce «del tutto immotivato e fuori luogo l’ ottimismo del ministero e dell’ associazione bancaria. I risparmiatori italiani». I risparmiatori italiani, prosegue l’ associazione dei consumatori, «non dimenticano che la situazione attuale segue la distruzione dei piccoli patrimoni di una vita, con gli obbligazionisti rovinati dal decreto salva-banche e azionisti che hanno perso tutti i propri investimenti a causa della cattiva gestione di decine di istituti di credito». Gli stress test dell’ Eba hanno prodotto uno choc in Germania dove sia Deutsche Bank che Commerzbank hanno registrato risultati non ottimali. La prima si ferma al 7,8%, in calo dall’ 11,1 di fine 2015, mentre la Commerzbank (controllata al 15% dallo Stato dopo il doppio salvataggio pubblico degli anni scorsi) e il suo parametro patrimoniale scenderebbe al 7,42% al verificarsi dello scenario avverso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
