26 Marzo 2019

Banche. di maio e salvini in pressing sul ministro

 

Andrea D’ Ortenzio ROMA Prosegue e sale di tono il pressing dei vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sul ministro dell’ economia Giovanni Tria perché firmi il decreto sui rimborsi ai risparmiatori delle banche colpiti dalla crisi. Un intervento per il quale la legge di bilancio aveva stanziato 1,5 miliardi ma che necessita di una norma di attuazione ministeriale, slittata più volte a causa di ritocchi per non incappare nella sanzione Ue. Ma sul tappeto c’ è anche l’ avvio dei lavori della commissione d’ indagine sulle banche con la nomina del presidente, un ruolo per il quale il M5s vuole Gianluigi Paragone, meno gradito agli altri partner di governo. «Il Movimento – ha tuonato Di Maio – considera inaccettabile il veto su Paragone alla guida della Commissione d’ inchiesta sulle banche». Il primo nodo rimane quello dei rimborsi ai risparmiatori. In Estremo Oriente per un giro fra gli investitori, che culminerà nella partecipazione alla «Davos d’ Asia», Tria dovrebbe comunque firmare il decreto dopo il suo rientro in Italia giovedì. Il testo infatti soddisfa i paletti e le richieste di chiarimento arrivate dalla Ue che voleva evitare un aggiramento delle norme sul bail in, dicendosi d’ accordo al rimborso in caso di «misselling» ovvero vendita scorretta ma ponendo la condizione di accertarlo. Con la Commissione Ue quindi, verso la quale l’ Italia ha registrato un successo nella decisione sull’ intervento del Fitd, le incomprensioni sono state superate. Anche il sottosegretario al Mef Alessio Villarosa ha assicurato che il decreto arriverà nei prossimi giorni, sarà esteso alle 4 banche azzerate e saranno sciolti anche i dettagli sul ruolo della Consap. Il ritardo nell’ emanazione del decreto stava provocando malumori sempre più evidenti fra le associazioni dei risparmiatori e un imbarazzo nelle file della maggioranza che temeva un nuovo caso di promessa non mantenuta. Il tema banche è stato infatti uno dei cavalli di battaglia dell’ opposizione nella scorsa campagna elettorale e proprio la risoluzione delle 4 banche, il caso Mps e poi la liquidazione delle venete, a detta di molti, ha provocato lo smottamento del Pd nelle regioni dove insistevano gli istituti di credito.Per il Codacons tuttavia anche ora si sta svolgendo «un ignobile teatrino a danno dei consumatori»: secondo l’ associazione solo per le banche venete e per i 4 istituti sottoposti a risoluzione il danno subito dai risparmiatori supera quota 15,6 miliardi di euro e investe quasi 220mila piccoli azionisti e obbligazionisti, con una perdita media pari a 71.604 euro a risparmiatore. Anche per questo Salvini dopo le parole dure di sabato («mi sono rotto le palle di aspettare l’ Europa») è tornato a insistere: «Tria firmi o li firmiamo noi». Un appello al quale è seguito subito quello di Di Maio: «Il rimborso deve arrivare subito, questo non va messo nemmeno in discussione», ha detto.

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