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18 Novembre 2002

BANCHE DATI PRIVATE: L?INTESA PLAUDE L?INTERVENTO DEL GARANTE

BANCHE DATI PRIVATE: L?INTESA DEI CONSUMATORI PLAUDE L?INTERVENTO, SEPPUR TARDIVO, DEL GARANTE DELLA PRIVACY, CHE DEVE PORTARE ALLA CANCELLAZIONE IMMEDIATA DI MILIONI DI DATI INSERITI ABUSIVAMENTE NEGLI ARCHIVI DI SOCIETA? PRIVATE !




L?Intesa dei Consumatori (Adoc,Adusbef,Codacons,Federconsumatori) che nei mesi scorsi aveva denunciato al Garante della Privacy, l?inserimento abusivo di almeno 5 milioni di posizioni su 50 milioni di dati raccolti e conservati negli archivi delle banche dati private,chiedendo un provvedimento risolutore di bonifica,plaude alla decisione odierna del Garante Rodotà il quale ha affermato oggi un importante principio: ?Il ritardo nel pagamento di una rata non deve bollare il consumatore. Capita troppo sovente di ritrovarsi iscritti nelle “centrali rischi“ di banche e finanziarie come un “cattivo pagatore“, magari per lievi morosita` sanate relative a un piccolo importo, con tutti i disagi conseguenti?.

Il provvedimento del Garante che chiede maggiore tutela per la clientela nei rapporti di credito al consumo, nei prestiti e nei mutui intrattenuti, trasmesso alle banche ed agli istituti finanziari,è un primo passo in avanti nella tutela dei diritti dei cittadini,ma è ancora insufficiente per imporre una bonifica d?ufficio,ossia la cancellazione automatica dagli archivi di almeno 5 milioni di posizioni su almeno 50 milioni archiviate spesso ingiustificatamente.
Non basta chiedere infatti se i destinatari avranno adottato misure entro il 15 dicembre per proteggere i consumatori in vista del Codice di deontologia che disciplini il settore, ci vogliono atti che impongano di bonificare d?ufficio tali banche dati private,per eliminare quei milioni di nominativi e dati che sono stati abusivamente inseriti e schedati,non perché quei cittadini abbiano mai avuto protesti,ma per aver ritardato un pagamento,una rata di mutuo o di prestito personale molti anni prima,se non per casi di omonimia.
La legge 281/98 prevede che le associazioni iscritte nel CNCU inibiscano comportamenti vessatori ed abusivi: non c?è nulla di più vessatorio ed abusivo che ritrovarsi iscritti nelle banche dati private come soggetti non meritevoli di credito,che per molti significa la morte civile,o vedersi rifiutare un prestito a quei consumatori che nella loro vita hanno sempre avuto comportamenti irreprensibili e trasparenti.



Intesa

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