13 Giugno 2019

Banche, c’è il decreto attuativo Ma i rimborsi slittano ancora

VENEZIA Ex popolari, il primo decreto attuativo del Fondo d’ indennizzo viene pubblicato in Gazzetta ufficiale. Ma i tempi per i rimborsi continuano a slittare in avanti. A un mese dall’ annuncio del sottosegretario al ministero dell’ Economia, Alessio Villarosa, della firma da parte del ministro Giovanni Tria, il primo dei tre decreti attuativi – datato 10 maggio – al Fondo da 1,5 miliardi chiamato a indennizzare i risparmiatori azzerati delle ex popolari messe in liquidazione due anni fa è diventato ufficiale. Il primo punto fermo è messo. E a dirsi soddisfatto è in particolare Patrizio Miatello dell’ associazione Ezzelino. Ma confermato il quadro, con il testo che ricalca la bozza di un mese fa – compreso l’ indennizzo delle azioni baciate acquistate con i finanziamenti della banca, nonostante la richiesta da più parti di uno stralcio per i problemi che sorgeranno rispetto alle cause per annullare i finanziamenti -, il punto è che nel frattempo i tempi in cui realisticamente scateranno i rimborsi continuano a spostarsi in avanti. Di fatto sterilizzando il tentativo di anticipare i tempi, pubblicando il decreto attuativo prima della conversione in legge del Decreto crescita, che contiene le norme con la versione finale del fondo. L’ articolo 10 del decreto attuativo pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’ 11 giugno, prevede infatti che Consap, la società pubblica a cui sarà affidata la gestione del fondo, renda operativa entro venti giorni la piattaforma Internet per il fondo; e che entro 45, quindi a fine luglio, sarà possibile per i risparmiatori presentare l’ istanza per il rimborso, con la mole di documenti da allegare. Ma la data da cui scatteranno i sei mesi di tempo per le domande, sarà stabilito con un altro decreto. Anche scattasse in contemporanea con lo scadere dei 45 giorni, i sei mesi scadrebbero a fine gennaio. « I rimborsi si vedranno, come avevamo già previsto, nella primavera 2020», sostiene Franco Conte del Codacons, ieri a Roma con Adusbef e Consumatori attivi ad incontrare Villarosa e i parlamentari in vista della partita degli emendamenti all’ articolo 36 del Decreto sviluppo, che contiene le modifiche legislative al Fondo. Oltre all’ introduzione dell’ emendamento chiesto dalle associazioni Don Torta e «Noi che credevamo…» che scorpora una serie di voci dal patrimonio mobiliare di centomila euro, la partita in commissione alla Camera entra nel vivo oggi. «Il maxi-emendamento del governo non arriva più; e oggi si capirà cosa succederà agli emendamenti che abbiamo presentato, per considerare il rimborso del 30% fino a centomila euro un acconto – sostiene il parlamentare di Forza Italia, Pierantonio Zanettin -. Pur se la pubblicazione del decreto attuativo lascia pensare che non verranno accolti». I tempi stringono e il decreto è atteso in aula lunedì per la discussione generale. Mentre si fa largo un altro dubbio tra le associazioni. «Non vorremmo che dietro al termine forfettario usato per il rimborso del 30% fino a centomila euro – sostiene il leader del Coordinamento Don Torta, Andrea Arman – si nascondesse uno scudo che impedisca la possibilità per i risparmiatori di perseguire comunque le cause».
federico nicoletti

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