27 Novembre 2020

Banche, caos rimborsi: risarciti 3.300 risparmiatori su 144.000. «Così si va avanti 11 anni»

 

VENEZIA Rimborsi crac bancari, pochi e col contagocce. E ora il governo cerca di correre ai ripari alzando la quota dell’acconto all’80% e cercando di velocizzare le pratiche. «I risparmiatori rimborsati sono solo 3300 su un totale di 144mila domande, 90mila circa arrivano dal Veneto – avverte Franco Conte presidente del Codacons del Veneto -. Si parla di 4,6 milioni erogati. Di questo passo ci vorranno 11 anni per completare i risarcimenti per persone che, ricordo, hanno un’età media di 68 anni e soffrono ancora di più in questa pandemia da Covid. Il problema vero è che la legge è fatta male. Chiediamo al governo di cambiarla e di attivare un meccanismo rapido e quasi automatico, tipo assegno di cittadinanza. I controlli li possiamo fare dopo». Si tenga presente che si sta parlando del rimborso massimo del 30% del prezzo d’acquisto e di un acconto su questo ora del 40%, quindi il 10% della cifra da ritornare. I soldi per Conte ci sono e da tempo: «Nella casse del Fir, il fondo indennizzo risparmiatori, ci sono più di 1,5 miliardi». Il malessere però rischia di diffondersi con la disillusione e parte da lontano. Dalla liquidazione delle banche venete nel giugno del 2017. Da una legge che istituisce il Fir a fine 2018, da decreti attuativi varati nell’estate 2019 e da un termine per le domande di rimborso scattato il 18 giugno scorso. Anni per far partire una macchina che oggi non va.

VIE LEGALI E non va molto meglio per le vie legali. Solo per Veneto Banca sono arrivate oltre 13mila domande di insinuazione al passivo e i commissari liquidatori informano che «l’attività di esame è attualmente ad uno stadio avanzato e, pertanto, si stima che le operazioni di redazione dello stato passivo si concluderanno nell’arco di pochi mesi». I rimborsi quando arriveranno? Mistero. C’è chi poi si è rivolto all’Arbitro delle controversie finanziarie, che ha recentemente emanato due pronunzie nei confronti di Intesa Sanpaolo (banca incorporante per fusione di Banca Apulia, ex gruppo Veneto Banca) con le quali è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno a due risparmiatori che avevano acquistato azioni Veneto Banca. Non basta. E così anche Federconsumatori vuole un intervento subito del ministero dell’economia e del governo, chiedendo di aprire un tavolo di confronto «per semplificare procedure ed eliminare complessi quanto inutili passaggi burocratici, nonché disporre una proroga dei termini per la presentazione delle integrazioni alla Commissione». Secondo Federconsumatori infatti «nella presentazione delle domande di accesso al Fir ora vengono richieste delle integrazioni documentali a nostro avviso del tutto pretestuose, tese unicamente ad allungare i tempi, mettendo a rischio gli indennizzi». Sulla vicenda, «abbiamo chiesto chiarimenti a Consap, che però, pur condividendo le nostre perplessità, si è dichiarata pressoché impotente, poiché le richieste di integrazione che vengono inviate sono frutto di decisioni della Commissione Tecnica esaminatrice». Dal Veneto è partita una critica decisa proprio all’operato della Commissione.

CRITICHE ALLA COMMISSIONE Nei giorni scorsi era intervenuto il sottosegretario all’economia Alessio Villarosa: «La progressione è rilevante ma è necessario velocizzare ulteriormente l’iter. A tal fine ho chiesto un intervento in legge di bilancio per aumentare dal 40% all’80% l’anticipo in attesa della definizione del piano di riparto e ho chiesto un intervento agli uffici del Ministero per individuare le pratiche migliori volte a rendere più agevole l’istruttoria; tra le soluzioni valutate ci siamo orientati per un’approvazione massiva delle istanze. In merito alla compatibilità e decadenza di alcuni dei membri della Commissione tecnica segnalate da diverse associazioni, chiederò una nuova conferma dei requisiti a tutti i membri della Commissione tecnica». «Il governo è costretto a riconoscere il flop del fondo – denuncia Pierantonio Zanettin, deputato di Forza Italia e componente della commissione d’inchiesta sulle banche – fino a oggi sono stati distribuiti in media 1400 euro a risparmiatore, un’elemosina. È ora che il governo rimedi ai gravi errori normativi commessi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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