20 Ottobre 2017

Bancarotta, tutti a chiedere i danni E tra le parti civili c’ è Bankitalia

di NICOLA BIANCHI TUTTI ammessi per la bancarotta, fuori il Movimento difesa del cittadino e una serie di distinguo. La prima decisione, di quelle che saranno le parti civili nell’ eventuale dibattimento sull’ aumento di capitale di Carife da 150 milioni del 2011, è arrivata. Una lunga lista – si partiva da oltre 1200 richieste, depennato un 30% – di parti lese che ora attenderanno i nomi dei responsabili civili, ovvero chi risarcirà. E la novità dell’ udienza preliminare di ieri al Quadrifoglio di Ponte, è stata la richiesta di Confconsumatori di coinvolgere Bper (oltre a CariCesena, Banca Valsabbina e la società Deloitte & Touche) come responsabile civile. Il motivo? Secondo l’ avvocato Antonio Frascerra, le responsabilità della vecchia Carife sarebbero passate alla Holding Bper «e solo in questo modo avremo una possibilità concreta di ottenere un risarcimento». Richiesta ritenuta «non fondata», inammissibile secondo il pm Stefano Longhi. Sarà il tribunale a decidere il 30. Poi, le parti civili, fissate nelle 28 pagine di ordinanza del gup Piera Tassoni. Innanzitutto il capo 1, il falso in prospetto contro i vertici della vecchia banca (Daniele Forin, Sergio Lenzi, Davide Filippini e Michele Masini: direttore generale, presidente e direttore Bilancio di Carife, e socio Deloitte): ammessi solo coloro che hanno sottoscritto l’ aumento di capitale. Legittimati a costituirsi in merito all’ aggiotaggio (capi 2, 6, 7, 9, 10), invece, oltre ad azionisti «che hanno sottoscritto l’ aumento ma anche coloro che erano già titolari di azioni», e obbligazionisti, anche Adusbef, Confconsumatori, Codacons e Federconsumatori. Poi Bankitalia e Consob: la prima si potrà costituire per i capi 5 e 11 (ostacolo alla vigilanza) nei confronti di Lenzi, Forin, Filippini e Sette (quest’ ultimo direttore Finanza); Consob, sempre sui quattro, per i capi 3 e 4. Tutti ammessi per la bancarotta, nessuno infine per i capi 12 e 13 (formazione fittizia del capitale). Estromesso il Movimento difesa del cittadino perché, al momento dell’ aumento del 2011, nello statuto di allora dell’ associazione non compariva tra le attività la tutela dei risparmiatori. Banca Valsabbina, infine, non si costituirà nei confronti di Sette. «Studieremo per quali imputazioni alcune parti sono state escluse, – spiega l’ avvocato Gianni Ricciuti – con facoltà di ricostituirci nell’ auspicabile procedimento penale». Di «decisione molto corretta», ha infine parlato la collega Gisella Rossi.

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