23 Dicembre 2016

Banca Popolare Bari consumatori all’ attacco “Azioni vendute prima ora chiediamo i danni”

Banca Popolare Bari consumatori all’ attacco “Azioni vendute prima ora chiediamo i danni”
le associazioni preparano i ricorsi legali “non è stato rispettato l’ ordine cronologico”

ANTONELLO CASSANO RICHIESTE di chiarimenti e di danni. Dopo le ultime cattive notizie che hanno travolto la Banca Popolare di Bari, le associazioni dei consumatori che difendono i correntisti e gli azionisti della più grande banca del Sud Italia, passano al contrattacco. A spingere le associazioni a muoversi sono le novità emerse dalle parti della Procura di Bari. Sul piede di guerra soprattutto gli Avvocati dei consumatori che chiedono il risarcimento del danno di tutti gli azionisti che sarebbero stati scavalcati dalla famiglia De Bartolomeo nell’ ordine cronologico di vendita delle azioni. Per comprendere bisogna fare un passo indietro a una settimana fa quando la Guardia di Finanza effettua una perquisizione nella sede della Bpb in Corso Cavour. Le accuse contenute nel decreto di perquisizione coinvolgono sia la stessa banca che la famiglia De Bartolomeo. Secondo l’ accusa la famiglia di imprenditori edili (tra i quali anche Domenico De Bartolomeo, presidente di Confindustria Bari e Bat) avrebbe venduto oltre 430mila azioni della Popolare incassando più di 4 milioni di euro nell’ ultima data utile in cui il titolo era ancora quotato a 9,53 euro (oggi vale 7,50 euro) e lo avrebbe fatto scavalcando l’ ordine cronologico in cui sono inseriti gli azionisti che hanno deciso di vendere i loro titoli e da mesi aspettano il loro turno. I De Bartolomeo hanno già smentito la tesi, ribadendo che le 430mila azioni sono solo una parte di quelle detenute dalla società Debar e che i componenti della famiglia non hanno venduto azioni, registrando una perdita di 440mila euro in seguito al calo del valore delle azioni da 9,53 a 7,50 euro. Ma noi – dice Domenico Romito, presidente dell’ associazione Avvocati dei consumatori – chiedevamo da tempo la pubblicazione del documento in cui era scritto l’ ordine cronologico degli azionisti che volevano vendere. Adesso comprendiamo perché la banca non tirava fuori questo documento. Ma quella degli Avvocati dei consumatori non è l’ unica associazione a darsi da fare. Si muove anche il Comitato per la tutela degli azionisti della Banca Popolare di Bari. Si tratta di un organismo nato a ottobre scorso dall’ alleanza di cinque associazioni (Adusbef, Codacons, Codici, Confconsumatori e Unione nazionale consumatori) È prevedibile un rinvio formale del termine della trasformazione della Popolare di Bari – dicono ora i rappresentanti del Comitato in una nota – nonostante questo chiediamo alla banca di costituire un fondo di solidarietà per gli azionisti in difficoltà e di dotarsi di un mercato secondario regolamentato che garantisca più facilità nella vendita delle azioni. RIPRODUZIONE RISERVATA L’ interno della sede della Banca popolare di Bari.

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