15 Dicembre 2015

Banca Etruria: presentato esposto Codacons in procura (2)

Banca Etruria: presentato esposto Codacons in procura (2)

(AGI) – Arezzo, 15 dic. – Si legge nell’atto: “le prime emissioni di bond risalgono al 2006 ma nel 2013 le vendite di titoli proseguirono, nonostante il deterioramento dei dati patrimoniali avrebbe dovuto impedire di immettere sul mercato titoli potenzialmente ad alto rischio e comunque i risparmiatori avrebbero dovuto essere avvertiti del deterioramento. E’ di tutta evidenza la necessita’ di accertare il legame tra il dissesto bancario e le condotte degli ex amministratori e vertici, legame che le Autorita’ in intestazione dovranno valutare per quanto attiene ai profili penali dei comportamenti illeciti eventualmente verificati, in tema di reati societari e contro il patrimonio”. In particolare il Codacons sollecita la Procura ad indagare su eventuali illeciti “da parte degli ex vertici amministrativi e gestionali della banca, e dagli organi di vigilanza e controllo istituzionale, Consob e Banca d’Italia, per aver permesso il prorogarsi di una situazione grave e pericolosissima per i risparmiatori e gli azionisti, ed invece di tutelare il risparmio e la proprieta’ – entrambi costituzionalmente garantiti – hanno permesso il disastro di perdite che oggi tutti conosciamo. Infatti, l’iter che ha condotto il Governo a varare i provvedimenti di azzeramento del valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate, e’ verosimilmente frutto di due concause gravissime: da una parte gli atti degli organi amministrativi e di controllo della banca, dall’altra la mancata vigilanza di fatto degli organi predisposti. Perche’ Banca d’Italia e Consob non hanno diffuso le notizie circa il gravissimo rischio di insolvenza della banca? Perche’ non sono intervenute a tutela dei risparmiatori negli anni in cui questi investivano inconsapevoli in una banca gia’ irrimediabilmente malata? La tutela del mercato e della stabilita’ finanziaria deve essere garantita in primis contro le frodi a danno del risparmio costituzionalmente garantito, pena il costituirsi di un perverso meccanismo collusivo”. Tutto cio’ considerato, il Codacons ha chiesto alla Procura di Arezzo “di voler compiere tutte le indagini necessarie al fine di accertare se nei fatti esposti siano ravvisabili eventuali comportamenti di organi pubblici e/o istituzionali e/o soggetti privati che configurino gli estremi dei reati di truffa ex art. 640 c.p. che afferma la responsabilita’ di “Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a se’ o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno”, o dei reati di cui agli artt. 2621, 2622, 2625, 2638, 2391 del Codice Civile che dovessero essere ravvisati riguardo ai fatti enunciati in premessa e, in caso affermativo, di voler esperire nei confronti di chi sara’ ritenuto responsabile, l’azione penale per tutti quei reati che Le S.V. riterra’ ravvisabili”. (AGI)

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