Banca Etruria, l’ira dei risparmiatori
-
fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
ROMA Non c’ è un «caso Rossi», ma la vicenda non è chiusa. Con un atto certo non di routine, il Consiglio superiore della magistratura ha chiesto di acquisire le relazioni di Bankitalia su Banca Etruria per mettere a confronto la cronologia dei fatti che esce dalle carte con quella esposta dal procuratore di Arezzo Roberto Rossi, e verificare che non vi siano discrasie. Se da qui all’ 11 gennaio, quando la Prima commissione del Csm chiuderà i lavori, non emergeranno, si confermerà l’ esito sintetizzato ieri: nessuna incompatibilità tra il suo ruolo di coordinatore delle indagini su Banca Etruria e quello di consulente del governo. Una decisione importante proprio nel giorno in cui la rabbia dei risparmiatori che si ritengono danneggiati da Banca Etruria è esplosa di nuovo davanti alla sede centrale dell’ istituto di credito ad Arezzo al grido di «Ladri, ladri. Rivogliamo i nostri soldi rubati». Una cinquantina di persone è rimasta per diverse ore davanti alla banca. Molti quelli che avevano già manifestato prima a Montecitorio, poi alla Leopolda e davanti a Bankitalia. Ripetono storie fatte di disperazione e sconforto dopo aver saputo che tutti i loro risparmi erano andati in fumo, se la prendono con Renzi, con Bankitalia, Consob, con il vecchio management della banca ma anche con la Nuova Banca dell’ Etruria. La protesta mentre Rossi per circa due ore rispondeva alle domande dei membri del Csm. A chiedere la sua audizione era stato Pierantonio Zanettin, consigliere di Forza Italia, che ieri al Csm ha proposto l’ avvio di una pratica per introdurre limiti più stringenti sugli incarichi di consulenza ai pubblici ministeri. Rossi assunse la propria nel luglio 2013, sotto il governo Letta: riconfermata sotto Renzi, è in scadenza a fine mese. Al Csm ha spiegato che la ebbe perché conosceva bene l’ allora capo Dipartimento affari giuridici legislativi della Presidenza del Consiglio, Carlo Deodato. L’ apporto, limitato a uno scambio di pareri via mail, ha riguardato questioni strettamente tecniche su reati tributari e depenalizzazione «senza apprezzabili contatti col livello politico». Rossi ha ribadito di non aver percepito compensi. Ma il nocciolo della questione è un altro e ruota attorno alla posizione di Pier Luigi Boschi in Banca Etruria come vice presidente tra maggio 2014 e febbraio 2015, quando l’ istituto fu commissariato. La domanda è se il magistrato titolare dell’ inchiesta su quella banca potesse fare il consulente del governo in cui siede Maria Elena Boschi, figlia di Pier Luigi. Le relazioni degli ispettori di Bankitalia scandagliano in profondità comportamenti e omissioni dei vertici dell’ istituto di credito. Dopo la prima relazione di Palazzo Koch, Rossi aprì il primo filone di indagine nell’ autunno 2013. La sua inchiesta coinvolge a vario titolo, con reati che vanno dal conflitto d’ interesse, all’ ostacolo alla vigilanza, alle false fatturazioni, gli ex presidenti dell’ istituto di credito, Lorenzo Rosi e Giuseppe Fornasari e l’ ex direttore generale Luca Bronchi, ossia i vertici su cui ricade la responsabilità oggettiva delle scelte strategiche. I successivi report di Banca d’ Italia hanno dato ulteriore impulso alle indagini del magistrato, il quale non ha mai ritenuto ci fossero interferenze tra l’ inchiesta e il suo ruolo di consulente anche perché non c’ erano componenti della famiglia Boschi tra gli indagati. Intanto il Codacons, che ha appoggiato la manifestazione e ne ha annunciate altre per i prossimi giorni, ha fatto sapere che si stanno definendo le prime cause risarcitorie. Ad Arezzo, durante la manifestazione, non sono mancati momenti di tensione soprattutto quando un gruppo ha cercato di entrare nella sede della banca. «Questo governo avrà salvato seimila posti di lavoro – ha detto un manifestante proveniente da Città di Castello – ma ha gettato sul lastrico 130mila risparmiatori».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
-
Tags: Banca Etruria, Risparmiatori
