Banca Etruria, due indagati dalla procura di Arezzo per conflitto d’interessi
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fonte:
- Repubblica.it
Si
tratta dell’ultimo presidente Lorenzo Rosi e l’ex consigliere di
amministrazione Luciano Nataloni. I filoni di indagine sono tre. In
procura esposti di Codacons e Federconsumatori
L’ultimo presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi e l’ex consigliere di amministrazione Luciano Nataloni, già vicepresidente di Banca Del Vecchio, sono stati iscritti nel registro degli indagati nel fascicolo aperto dalla procura aretina sul conflitto di interessi, il terzo filone di indagine dopo quello relativo alle false fatturazioni e l’altro per il reato di ostacolo alla vigilanza. La conferma da parte della procura di Arezzo è arrivata questa mattina.
I nomi di Rosi e Nataloni erano evidenziati nel verbale redatto dagli ispettori di Bankitalia al termine delle verifiche effettuate sull’istituto aretino. Per Rosi, secondo l’organo di vigilanza, il conflitto risiederebbe nelle attività della cooperativa ‘La Castelnuovese’ di cui Rosi era presidente. Nove le posizioni rilevate invece nei confronti di Luciano Nataloni.
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GLI ESPOSTI Un esposto invece è stato inviato alla Procura dal Codacons in cui si “chiede di accertare il comportamento del management della banca alla luce di una serie di reati ben precisi, dall’altro chiama direttamente in causa gli organi di vigilanza”. In particolare il Codacons sollecita la Procura ad indagare su eventuali illeciti “da parte degli ex vertici amministrativi e gestionali della banca, e dagli organi di vigilanza e controllo istituzionale, Consob e Banca d’Italia, per aver permesso il prorogarsi di una situazione grave e pericolosissima per i risparmiatori e gli azionisti, ed invece di tutelare il risparmio e la proprietà – entrambi costituzionalmente garantiti – hanno permesso il disastro di perdite che oggi tutti conosciamo”. Il Codacons ha chiesto inoltre alla Procura di Arezzo “di voler compiere tutte le indagini necessarie al fine di accertare se nei fatti esposti siano ravvisabili eventuali comportamenti di organi pubblici e/o istituzionali e/o soggetti privati che configurino gli estremi dei reati di truffa”.
Un altro esposto lo ha presentato Federconsumatori che ha anche fatto un presidio con circa cinquanta persone con il presidente dell’associazione Pietro Paolo Ferrari e del segretario regionale Fulvio Farnesi. “Si tratta di far chiarezza sulle responsabilità di chi ha spinto le persone ad acquistare un prodotto – ha commentato Farnesi – in questo caso potrebbe configurarsi il reato di truffa ma spetterà al procuratore valutare”.
IL PAESE A Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, nel frattempo, un intero paese si riunirà col sindaco per decidere cosa fare sul caso Banca Etruria. Nel suo territorio, infatti, abitano 160 persone che hanno affidato i propri risparmi alla banca e che li stanno perdendo. L’appuntamento è per il 18 dicembre nella sala del consiglio comunale. “Abbiamo il poco invidiabile record della più alta percentuale di risparmiatori, circa 160 in un Comune di poco più di 3.000 abitanti, che hanno visto sfumare piccoli o grandi somme che spesso erano
i risparmi di una vita”, spiega il sindaco Giampaolo Tellini che ha convocato l’incontro pubblico con la popolazione. “Daremo alla nostra gente tutte le informazioni, su quello che come amministrazione andremo a fare a seconda della piega che prenderà questa vicenda – aggiunge il sindaco -. Come ho già detto nei giorni scorsi non è escluso che in caso di azione legale il Comune di Chiusi della Verna si costituisca parte civile in un eventuale processo”.
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